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L'odissea di un ragazzo autistico: dimenticato dal pulmino per due ore

Il giornalista de 'La Stampa' Gianluca Nicoletti denuncia il disservizio di cui è rimasto vittima nei giorni scorsi suo figlio Tommy: "Perché i disabili sono considerati sempre come dei pacchi dai nostri amministratori? Da oggi per me è guerra"

"Non hanno avvisato nessuno: lui aspettava a scuola un pulmino che non sarebbe mai passato, mentre a casa mia non vedendolo tornare si sono tutti preoccupati. In quel momento io ero in viaggio in treno, la signora che ci aiuta in casa è dovuta andarlo a prendere di corsa in taxi. Scandaloso: in questo modo non si può più continuare, mi sono proprio stancato". Così il giornalista de 'La Stampa' Gianluca Nicoletti denuncia il disservizio di cui è rimasto vittima negli scorsi giorni il figlio autistico, Tommy. Il ragazzo, 15 anni, è il protagonista del libro di Nicoletti "Una notte ho sognato che parlavi".

LASCIATO SOLO PER ORE - Secondo quanto noto, i funzionari della Multiservizi avrebbero dato ordine di andare a prendere Tommy a scuola a un operatore diverso dal solito. Ma il pulmino all'Istituto d'Arte di via Pinturicchio non è mai passato, lasciando il ragazzo e il suo insegnante di sostegno ad aspettare senza che nessuno si facesse vivo. A quel punto Nicoletti è stato costretto a chiedere un favore a una persona di sua fiducia per andare a riprendere in taxi il figlio. "Noi abbiamo la fortuna a casa di poter contare su una persona a disposizione" spiega lo scrittore, "ma se si fosse trattato del figlio di una madre lavoratrice che, fidandosi del servizio pubblico, lo faceva portare dalla nonna, dalla vicina di casa o comunque da qualcuno che non avrebbe potuto all'occorrenza precipitarsi a scuola per riprenderlo? No, davvero, così non è possibile continuare".

IL WEB - Attimi di terrore per il conduttore radiofonico che, in seguito alla vicenda, ha deciso di postare su facebook la sua indignazione: "Perché i disabili sono considerati sempre come dei pacchi dai nostri amministratori? Da oggi per me è guerra". Una guerra a colpi di penna, la sua, che si concretizzerà nel suo secondo libro. "Ero titubante" spiega, "ma dopo quanto successo ho deciso di rompere gli indugi: oggi stesso inizio a scrivere un secondo libro su Tommy e sull'autismo, non intimista come in fondo lo è stato il primo, ma di battaglia; un testo in cui voglio raccontare come stanno le cose". E lo fa attraverso il suo "campo ideale, il web, lanciando una community sull'autismo con partner scientifici, in modo che il problema possa essere affrontato seriamente anche in Italia. Basta con le cialtronate" sbotta Nicoletti, "smettiamola di giocare sulle illusioni di chi è istupidito dal suo problema! La realtà dell'autismo va affrontata in maniera scientifica ed ecco perchè ho intenzione di dare vita alla community e al portale. Mi sono infilato in un bel vespaio e ho deciso di restarci. Sentirete il mio fiato sul collo giorno e notte, state tranquilli".

IL PRIMO LIBRO - Un anno fa Nicoletti pubblica per Mondadori il libro "Una volta ho sognato che parlavi" che racconta la storia di Tommaso e con essa la vita dei suoi genitori e la sostanziale assenza di uno Stato incapace di fare la propria parte. "Iniziando a scrivere di Tommy e me" spiega, "pensavo di raccontare una storia come un'altra delle tante che da anni mi capita di raccontare. Pensavo che avrei fatto qualche presentazione in giro ma anche che alla fine sarebbe stato un capitolo chiuso . E invece ho conosciuto molte realtà simili alla mia. Con il libro ho toccato un argomento che riguardava anche un'infinità di persone: per questo il libro ha avuto un successo insperato, con oltre 30 mila copie e la vittoria del Premio Estense, il più prestigioso per la saggistica. Ho conosciuto in giro per l'Italia realtà straordinarie e ho provato io stesso a lanciare l'idea di realizzarne una anche nella mia città. Senza successo, purtroppo".

LA DENUNCIA - "Tanto mi sembrava facile mettere insieme buone idee e buone intenzioni che ho provato a vedere se si poteva fare anche nella mia città", spiega il giornalista. E invece no. "Avevo scritto che avrei creato le premesse per 'Insettopia', città felice per i nostri ragazzi, luogo contaminante spensieratezza e follia affondato nel bieco grigiore della città. E' un anno che cerco di sensibilizzare il Comune di Roma: ho bussato a tante porte, ho chiesto attenzione con discrezione e senza cercarmi amici influenti, ho lambito i palazzi della politica anche se non è proprio la mia attitudine. Ma ho fatto solo buchi nell'acqua: a nessuno conviene destinare uno spazio agli autistici".

E Nicoletti non risparmia attacchi neanche al sindaco di Roma, Ignazio Marino, e al suo progetto di riqualificazione della caserma del Flaminio. "Ci faranno la Città della Scienza, spazi culturali, centri sociali, tutte cose ottime" commenta il giornalista, "ma per la disabilità neppure uno spazietto. Gli autistici, che aspettino ancora!".

ALESSANDRA CATTOI - Nel frattempo l'assessore capitolino ai Servizi Sociali, Alessandra Cattoi, si è subito attivata attraverso i suoi uffici per far luce su quanto successo mentre sia il Dipartimento che la Multiservizi hanno negato che ci siano modifiche in atto al piano di trasporto per i disabili.

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