Rogo all'ospedale Villa San Pietro: evacuati 400 pazienti, poi la chiusura. "Non brevi i tempi di ripristino"

Tutti i degenti sono stati o dimessi o trasferiti. La struttura è chiusa. Nessun ferito, nè intossicato. Indaga la Procura

Ci sono volute nove ore per portare a termine le operazioni di dimissioni e trasferimento di tutti i pazienti, circa 400. Ora l'ospedale è chiuso. E per ripristinarne il funzionamento, lo ha detto il direttore Giovanni Vrenna, "i tempi non saranno brevi". E' stata un giornata di tensione, panico e lavoro senza sosta al Villa San Pietro di via Cassia. Questa notte intorno alle 4 un corto circuito al generatore del blocco operatorio ha causato un piccolo incendio che ha sprigionato molto fumo in diversi reparti dell'ospedale. C'è chi è riuscito a mantenere la calma e a seguire le indicazioni fornite dal personale ospedaliero. E chi invece preso dal panico si è fiondato fuori dalla stanza, attraversando con un asciugamano bagnato sul viso i corridoi nascosti dalla nuvola di fumo nero

Nessuno è rimasto ferito nè intossicato, ma si è resa necessaria l'immediata evacuazione dei degenti, circa 400, dimessi o, in 120, trasferiti in altri ospedali che avevano letti disponibili. Un dramma sfiorato e, per fortuna, evitato. Ma ci vorrà del tempo perché la struttura torni disponibile per i ricoveri. "Non c'è corrente elettrica e stasera, ultimata l'evacuazione, sarà chiuso e non agibile per l'utenza. Stimiamo che i tempi di ripristino non saranno brevi" ha spiegato all'AdnKronos Salute il dott. Vrenna. "Non ci sono state fiamme ma fumo, bisognerà fare tutte le verifiche del caso".

Carabinieri, poliziotti, personale del 118. Un via vai continuo e concitato ha animato il nosocomio fin dall'alba. Anche il reparto maternità è rimasto coinvolto. E mamme che avevano appena partorito sono state fatte uscire con i neonati in braccio. "Mia figlia ha partorito due giorni fa, ci ha chiamato questa mattina perché era in difficoltà" racconta all'Adnkronos la mamma di una donna ricoverata. "Quando siamo arrivati l'odore di fumo era molto forte. Mia figlia doveva uscire domani e l'hanno messa in uscita oggi".

"Mi sono svegliata perché ho sentito la macchina dell'ossigeno della mia vicina di stanza che si bloccava - racconta sempre all'AdnKronos una paziente di Medicina d'Urgenza - ho pensato al peggio, poi ho capito che era andata via la luce". "Le infermiere ci hanno detto di rimanere chiuse in stanza ma io ho avuto paura e sono uscita fuori - ha detto la donna - Mi sono messa un asciugamano bagnato sulla faccia e sono uscita. Ho visto scene di panico e il fumo che invadeva i corridoi".

"Si è messa in moto la grande macchina dell’emergenza.Tutti i pazienti sono stati ricollocati in altri ospedali e non c’è stato alcun ferito. Voglio ringraziare tutti gli operatori sanitari del 118, la Polizia, i Carabinieri, Vigili del Fuoco e volontari che dalle prime ore del mattino sono prontamente intervenuti. Un lavoro straordinario svolto in grande solidarietà". Così il presidente della regione Lazio Nicola Zingaretti.

"L’emergenza è stata pienamente gestita in sicurezza dal Sistema sanitario regionale" ha poi commentato Alessio D'Amato, assessore alla Sanità e l’Integrazione Sociosanitaria. "Un grazie a tutti gli operatori che con grande spirito di sacrificio sono intervenuti sin dalle prime ore del mattino. L’auspicio ora è che la struttura possa riprendere rapidamente l’attività poiché Roma con 400 posti in meno nella rete dell’emergenza ha sicuramente una sofferenza". 

La Procura di Roma ha aperto un fascicolo di indagine. I pm, che procedono contro ignoti per il reato di incendio, sono in attesa di una prima informativa da parte delle forze dell'ordine intervenute.

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