Cronaca

Rifiuti dei negozi non raccolti, così dirigenti Ama e Multiservizi aggiravano il sistema

Dopo l'operazione dei carabinieri una consigliera di Multiservizi ha rassegnato le dimissioni, mentre al funzionario sono state ritirate le deleghe

Avevano dato mandato di confermare tramite un badge con un microchip l'avvenuta raccolta dei rifiuti degli esercizi commerciali di Roma, lasciando però i sacchi dell'immondizia sui marciapiedi o davanti i negozi chiusi.

Chi tra il 2018 e il 2019 - almeno secondo l'indagine di Procura e carabinieri - non ha svolto il proprio dovere nella raccolta dei rifiuti, non sono stati netturbini sfaticati ma due dirigenti della Roma Multiservizi Spa, l'impresa che si è aggiudicata la gara bandita da Ama per il porta a porta della differenziata col sistema elettronico, e proprio un dirigente di Ama che non avrebbe vigilato a dovere sul disservizio.

Per questo adesso la Procura di Roma ha chiesto e ottenuto tre misure interditive nei confronti degli altrettanti indagati. Ai due della Multiservizi è stata vietata la possibilità di contattare con la pubblica amministrazione per i prossimi sei mesi. Il dirigente Ama, invece, per i prossimi tre mesi non potrà lavorare per la società si occupa rifiuti di Roma.

L'indagine condotta dai carabinieri della polizia giudiziaria di piazzale Clodio continuerà anche nei prossimi mesi, ma resta evidente il disservizio. La vicenda è nata dopo le segnalazioni di alcuni commercianti che pagavano le tasse sui rifiuti, mentre la raccolta non era soddisfacente.

A raccontare i disservizi era stata anche stata una lavoratrice di Multiservizi nell'ottobre del 2019 ai microfoni de 'Le Iene'. Secondo la testimonianza, gli operatori di Multiservizi uscivano dopo le 22 per raccogliere la spazzatura, quindi con le attività chiuse e con meno controlli. Gli operatori badgiavano con il loro palmare sul codice presente sui muri delle attività e così veniva dimostrata la raccolta dei rifiuti che, in realtà, non venivano portati via. All'Ama quindi, nonostante le segnalazioni, risultava che i rifiuti venissero raccolti e pertanto risolto il disservizio. Di conseguenza la municipalizzata pagava Multiservizi per un lavoro non svolto a dovere. Infatti se gli operatori si fossero fermati a prendere l'immondizia avrebbero perso tempo: con numero di badgiate minore, la Multiservizi avrebbe percepito meno denaro.

Dunque, pur di non mettere a rischio contestazione l'appalto, i due dirigenti avrebbero fatto pressioni ai netturbini di non rispettare le regole, mentre il funzionario Ama - nonostante fosse bersagliato da mesi dalle segnalazioni dei commercianti - non sarebbe mai intervenuto per far rispettare il bando.

Il sistema di raccolta differenziata presentato dalla sindaca Virginia Raggi

Nel sevizio del programma di Mediaset si vede anche come il giornalista Filippo Roma abbia rincorso la sindaca Virginia Raggi per raccontarle quanto raccolto. Nonostante le promesse, stando al servizio di Filippo Roma, la prima cittadina non ascoltò il contributo del giornalista. Fatto sta che poco dopo - almeno temporalmente - iniziò l'indagine, durata 14 mesi, al termine dei quali il Tribunale ha disposto le tre misure interditive.

Subito dopo l'esecuzione delle misure, uno dei due indagati della Multiservizi, la consigliera, ha rassegnato le dimissioni, mentre al funzionario sono state ritirate le deleghe. A renderlo noto è stata proprio là società.

"Il Cda di Roma Multiservizi, riunitosi oggi, ha accettato in via prudenziale le dimissioni della consigliera rimettendo ad interim le sue deleghe al Presidente, e ha ritirato prudenzialmente la procura conferita e il ruolo di Responsabile generale del contratto AMA UND al funzionario coinvolto formalmente dalla procedura interditiva emessa dal Tribunale di Roma", si legge nella nota di Roma Multiservizi che "esprime piena fiducia nell'operato degli inquirenti e della magistratura riguardo le indagini per la gestione della raccolta differenziata dedicata alle utenze non domestiche in alcuni Municipi di Roma fino al 2019".

L'azienda, inoltre, "manifesta assoluta disponibilità a fornire ogni genere di collaborazione fosse richiesta e conferma la sua fiducia verso i consiglieri, i dipendenti e i collaboratori". Bocche cucite invece da Ama e dalla sindaca Raggi che non hanno commentato né con una nota stampa, né con un Tweet l'operazione di Procura e carabinieri.

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