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Via Acqua Bullicante, addio agli uffici municipali: "Ora l'immobile sia ad uso pubblico"

L'appello del comitato di quartiere Torpignattara: "Si sono liberati quattro piani, quali progetti sono previsti?" Boccuzzi prende tempo: "Stiamo interloquendo con i dipartimenti comunali"

Uffici via dell'Acqua Bullicante

"Esodo" terminato negli uffici municipali di via dell'Acqua Bullicante. Ma dei quattro piani di edificio di proprietà del Comune di Roma, che ne sarà? A porre la questione è il comitato di quartiere Tor Pignattara. I cittadini temono una cessione ai privati o un utilizzo che non li consideri come primi fruitori. "Il tempo passa e si fanno sempre più insistenti le voci che vogliono questo spazio pubblico (e quindi di tutti e tutte) già consegnato all’aspedale Vannini" dichiarano dal Cdq. Ma il presidente Boccuzzi esclude categoricamente la possibilità: "Assolutamente è una voce falsa senza nessuno appiglio alla realtà"

E allora cosa verrà ospitati nei locali? Ancora è troppo presto per svelare, ma un progetto c'è. "Ancora non possiamo esporci, stiamo parlando con dipartimenti e assessorati" chiarisce a RomaToday il minisindaco, ma assicurando che "lo spazio sarà pubblico e sarà per i cittadini". Di più non emerge. Quel che è certo è l'auspicio dei cittadini del comitato: "La nostra attenzione ad una destinazione d’uso sociale e culturale non è richiesta astratta ma figlia di esigenze precise, di assenze ormai storiche, di un vuoto contro cui ogni giorno combattono le tante realtà del territorio che animano questo quartiere. Ad esempio sono anni che aspettiamo una biblioteca. Un paio di anni fa si parlava di aprirla presso l’ex aula consiliare di Piazza della Marranella, ma poi tutto tramontò. E da allora, il nulla".

Ora che però si appresta a diventare disponibile questo enorme spazio pubblico "ci domandiamo se non valga la pena ragionare in modo sistemico. Mettendo insieme l’ex aula consiliare e l’ex plesso municipale si potrebbe creare un sistema culturale integrato, aperto a tutte le generazioni, le culture, le esperienze di ricerca, fruizione e sperimentazione che in questo territorio stentano a trovare spazio. Questa è solo un’idea. Le tante realtà sociali e culturali del territorio sono pronte a dare il proprio contributo. Ma capiamo prima di tutto se stiamo parlando di qualcosa di progettabile oppure di qualcosa su cui già c’è un progetto"

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