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Termini-Centocelle, scattano i limiti delle nuove norme sulla sicurezza. Mail bombing dei cittadini: "Diventi un tram"

Scattano dal 1 luglio le disposizioni dell'Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie

"Riporteremo il trenino Termini-Centocelle a Giardinetti e, da lì, lo prolungheremo a Tor Vergata". Esattamente un anno dopo queste parole dell'assessora ai Trasporti, Linda Meleo, il 'trenino giallo' non solo non ha mai visto il progetto, "che sarebbe dovuto arrivare entro un anno". Sempre più datata e senza manutenzione, la linea dovrà rispettare le restrizioni messe in campo dalla nuova normativa emanata dall’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie, l’Asfn. Con una disposizione operativa, la 136 del 29 giugno, Atac stabilisce che la velocità massima consentita sarà di 30 chilometri orari, impone una battuta d’arresto a tutti gli incroci, anche se con il semaforo a favore, per fare in modo che il macchinista si accerti che non c’è nessuno sulla carreggiata. Analogo controllo anche sui deviatoi non comandati dall’Apparato centrale elettrico a itinerari. Ad essere colpita anche la linea Roma-Civitacastellana che da oggi vede cancellate 22 tratte. 

Un ‘lentezza’ che non è nuova per il trenino, dove la ferrovia corre praticamente sul manto stradale e viene attraversata in numerosi punti sia dalle auto sia dai pedoni, ma che ora è stata messa nero su bianco. I cittadini sono già sulle barricate e hanno lanciato un mail bombing diretto agli assessori comunale e regionale ai trasporti, Linda Meleo e Mauro Alessandri, al presidente della commissione capitolina Pietro Calabrese, fino ad arrivare al ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli.

“Vogliono toglierci il trenino? E noi li sommergiamo di mail. Basta fare carne da porco alla mobilità di Tor Pignattara”, scrive sul proprio sito il comitato di quartiere di Tor Pignattara. “Avevamo accolto con grande soddisfazione il progetto di riqualificazione della Termini-Centocelle presentato ormai quasi due anni fa e a cui però non è stato dato mai seguito. Ora arrivano le prescrizioni dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie che limitano l’esercizio innescando una spirale che porterà alla distruzione della linea. L’asse Labicano e Tor Pignattara, con lo smantellamento del 105 e gli investimenti sulla mobilità a senso unico sulla Prenestina, non hanno un servizio di trasporto pubblico degno di questo nome”.

Non solo la protesta. I cittadini avanzano una proposta: “Chiediamo di procedere al declassamento della linea da ferroviaria a tranviaria in modo da rendere queste disposizioni ininfluenti”. Nei prossimi giorni, fanno sapere, “invieremo un richiesta formale di un tavolo congiunto Comune di Roma, Regione Lazio e ministero dei Trasporti per affrontare una volta per tutte questa vicenda”. 

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