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Marta Russo, 24 anni fa l’omicidio della studentessa di Giurisprudenza

E’ morta per un colpo sparato il 9 maggio del 1997. Alla Sapienza c’è una targa che la ricorda

Il 9 maggio è una data che ha segnato una generazione di studenti. E’ il giorno in cui, all’Università La Sapienza, un proiettile raggiunse Marta Russo. La studentessa di giurisprudenza che, ignara, passeggiava nell’ateneo romano.

La vicenda

La morte di Marta Russo, avvenuta quattro giorni più tardi, destò molta impressione. A distanza di 24 anni, l’episodio si verificò infatti nel 1997, la sua morte non ha trovato ancora una motivazione. Sono invece stati individuati i colpevoli che, condannati in via definitiva nel 2003, hanno già scontato la loro pena. ScattoLa vicenda, che per anni ha riempito le pagine di cronaca giudiziaria, non è mai stata dimenticata. 

La targa alla Sapienza

Nella Sapienza c’è una targa che è stata apposta l’anno dopo la morte della studentessa. “Marta Russo - vi si legge - ha elevato ad etica universale l’altruismo in una visione generosa dell’esistenza. Marta vive - è scritto nella targa e rende così concreto e presente il supremo insegnamento: ‘donare la propria vita al prossime è il più grande atto d’amore”.

Il cuore trapiantato 

Il riferimento alla generosità dovuto al fatto che il cuore della giovane vittima non ha mai cessato di battere. Ne ha infatti beneficiato un’altra persona, a cui è stato trapiantato. Da ventiquattro anni continua a pulsare. Come del resto resta vivo il ricordo della studentessa a cui è stata dedicata una scuola a Trigoria, un parco a Labaro e, tra le altre cose, un premio dedicato al tema della solidarietà ed alla cultura del trapianto degli organi.
 

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