Eur Laurentina / Via Joyce James

Laurentino 38: alla scoperta della Polisportiva Joyce

Da oltre 25 anni, un uomo, con determinazione ed ottimismo, tra un torneo di calcio ed una partita di biliardino, realizza il motto di S. Murialdo: "Fare bene il bene"

“C’era una volta”. Così di solito cominciano le fiabe. Rigorosamente ancorate ad un passato lontano, velato di nostalgia e trasceso dall’inevitabile elemento mitologico. Ne deriva una realtà dai contorni deformati, frutto di una narrazione onirica, che diviene, appunto, fiaba.
Ma ci sono favole anche più terrene, per le quali l’incipit classico deve necessariamente arricchirsi di un’ulteriore proposizione: c’era una volta, e c’è ancor oggi. Così facendo, si potrebbe introdurre la storia della Polisportiva Joyce, il piccolo regno di Alfredo Tonelli, umile sovrano di un campetto di periferia, due tavoli da ping pong, e qualche biliardino.

Dalla fine degli anni ’80 “er sor Tonelli” come lo chiamano dalle sue parti, offre gratuitamente un servizio impagabile per i bambini e gli adolescenti del Laurentino 38. Dà loro la possibilità di giocare, organizzando tornei assolutamente auto finanziati di calcio, tennistavolo, biliardino, basket. Tutto quello che è possibile fare, tra un ponte e l’altro, in un quartiere dove gli spazi sono stati conquistati con il sudore delle fronte e la forza delle braccia.

“Io sono venuto a vivere qui nel 1985 -  ricorda Tonelli, sempre sorridente – e non c’era niente. Poi, con 116 persone della cooperativa Casa Lieta, autotassandoci, abbiamo ripulito dai detriti e dai calcinacci quest’area, e ci abbiamo fatto un campo di calcio”.

E da allora, centinaia di bambini, per oltre due generazioni, hanno calpestato la terra polverosa di questo impianto. Che dà loro l’opportunità di sottrarsi al degrado, spesso insinuatosi sin dentro le mura domestiche. “Er sor Tonelli” con le sue forze, da solo, dall’alto dei suoi 68 anni, continua ad organizzare tornei; a portare i suoi ragazzi al mare, d’estate; ad accompagnarli ai bagni di Tivoli “pe tojese i pedicelli”. Va a parlare con i professori, quando è necessario, li tiene insieme e li fa sentire a casa.

Una favolosa scoperta, tra le alte torri ed i grigi ponti del Laurentino, questa polisportiva Joyce. Un bene raro, ed assolutamente terreno. Un monito, verso i cittadini e le istituzioni: fare bene il bene. Questo il suo motto. Da oltre 25 anni. Ed a noi sembra, e gliene siamo grati, che ci sia riuscito.
 

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Laurentino 38: alla scoperta della Polisportiva Joyce

RomaToday è in caricamento