Domenica, 24 Ottobre 2021
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Acea Ato2, Tidei: "Il Tar del Lazio ha dato torto a Moscherini e alla sua Giunta"

Per il primo cittadino l'ex amministratore civitavecchiese non ha nulla da festeggiare. Tra 45 giorni il trasferimento. Si apre la discussione in maggioranza: non tutti sono favorevoli all'Ato2

Per Tidei l'ex sindaco Moscherini avrebbe poco di che gioire per la sentenza del Tar del Lazio in cui si respinge il ricorso presentato dal Codici. Sentenza che per il primo cittadino "gli dà torto tanto da riconoscere illegittima la delibera 71 con la quale Moscherini e la sua Giunta hanno affidato ad Hcs il servizio idrico, mentre le reti e gli impianti sono andati a Civitavecchia Infrastrutture". Un progetto, quella della Holding che fa acqua da tutte le parti per Tidei. Tesi rafforzata ora anche dalla sentenza del Tar.

E il Sindaco conferma che ora la Regione avrà 45 giorni di tempo per affidare il servizio, nominando un commissario ad acta. In caso contrario, interverrà nei successivi 20 giorni il Ministero dell'Ambiente. Tidei poi spiega come con il trasferimento delle reti, Civitavecchia Infrastrutture perderà il 70% del suo patrimonio. E un duro colpo sarà dato anche ad Hcs. Ma la sentenza parla chiaro: si deve passare ad Ato2. E non essendo, in maggioranza, tutti d'accordo a questa scelta, ora è chiaro "che si dovrà aprire una discussione a tal proposito".

Ma la sentenza del Tar apre uno scenario diverso anche per quanto riguarda il piano industriale di risanamento della Holding. Occorre ripensarlo. "Dobbiamo capire se inserire o no il settore idrico". Il perché è semplice: "Non si tratta di una sentenza definitiva". E per prevenire si comincerà con la stesura di due piani di risanamento diversi. "Uno che comprenda il servizio idrico e uno che non lo comprende. Ma allo scadere dei 120 giorni dati dal Tribunale, dobbiamo presentare un solo piano. In caso contrario si rischia di andare in dissesto. E saranno guai per il Comune".

Il presidente del Consiglio Marco Piendibene ha invece spiegato come oggi il Pincio abbia perso ogni potere contrattuale nei confronti di Acea. Mentre prima l'azienda era infatti disposta ad investire 20 milioni di euro. Ma non solo: "Non ci è stata concessa la possibilità di decidere se mantenere il servizio in house, con un gestore anziché i sei attuali, oppure procedere alla privatizzazione.

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