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La SuperLega perde i pezzi e si mette in pausa: anche la Roma rifiuta l'invito. Ecco cosa succede adesso

Dalla SuperLega si ritirano dieci dei dodici club fondatori, la Roma ha rifiutato l'invito di Florentino Perez perché il denaro non è tutto

Quarantottore di polemiche, rivolte dei tifosi, di no della politica e minacce Uefa. Tanto è urata la SuperLega, il torneo d’élite d’Europa. Alla marcia indietro dei club fondatori, va aggiunto anche il no arrivato dalla Roma che ieri aveva ricevuto l'invito.

La Roma dice no alla SuperLega

Nelle ore passate le voci sull’ingresso della Roma nella SuperLega erano insistenti. Ma la squadra capitolina è stata chiara nel tirarsi subito indietro, rifiutando l'invito di Florentino Perez, presidente del Real Madrid e promotore della discussa operazione. La famiglia Fredkin proprietaria del club, si è schierata da parte delle istituzioni del calcio europeo e dei tifosi, senza tentennamenti. “Ci rivolgiamo ai nostri incredibili tifosi e sostenitori dopo il recente annuncio di una "super league" divisiva” – dichiara il club giallorosso – L’AS Roma è fortemente contraria a questo modello “chiuso”, perché totalmente in contrasto con lo spirito del gioco che tutti noi amiamo. Certe cose sono più importanti del denaro e noi restiamo assolutamente impegnati nel calcio italiano e nelle competizioni europee aperte a tutti. Non vediamo l’ora di continuare a lavorare con la Lega Serie A, la Federazione Italiana, l’ECA  e l’UEFA per far crescere e sviluppare il gioco del calcio in Italia e in tutto il mondo.I tifosi e un calcio accessibile a tutti sono al centro del nostro sport e questo non deve essere mai dimenticato”

Stop alla SuperLega

Escono dalla SuperLega tutti i club inglesi (fra cui spicca la lettera di scusa ai tifosi da parte dell’Arsenal), delle italiane Milan ed Inter e delle spagnole Barcellona e Atletico Madrid. Ben 10 dei 12 club fondatori si tirano indietro e spingono allo stop forzato il progetto dell’élite del calcio europeo. Con una nota ufficiale, la SuperLega fa sapere che “è convinta che l’attuale status quo del calcio europeo necessita di un cambiamento. Proponiamo una nuova competizione europea perché il sistema esistente non funziona. L’obiettivo della nostra proposta è quello di permettere allo sport di evolvere e allo stesso tempo generare risorse e stabilità per l’intera piramide calcistica, compresi gli aiuti per superare le difficoltà finanziarie a cui è andata incontro l’intera comunità calcistica a causa della pandemia.  Inoltre, la nostra proposta fornirebbe agli stakeholder del calcio contributi di solidarietà significativamente migliorati. Nonostante l'annunciata uscita dei club inglesi, costretti a prendere tali decisioni a causa delle pressioni esercitate su di loro, siamo convinti che la nostra proposta sia pienamente conforme alle leggi e ai regolamenti europei, come è stato dimostrato oggi da una decisione del tribunale che tutela la Super League dalle azioni di terzi. Alla luce delle circostanze attuali, valuteremo i passi più opportuni per rimodellare il progetto, avendo sempre in mente i nostri obiettivi di offrire ai tifosi la migliore esperienza possibile, migliorando i contributi di solidarietà". 

Cosa succederà adesso

Ceferin, numero uno della Uefa e Boban figura nuova della Uefa incaricato di gestire i contatti con i club europei hanno vinto la loro battaglia. E adesso punteranno ad anticipare la riforma riguardante la Champions League a 36 squadre in programma nel 2024. Il flop della SuperLega potrebbe portare ad una revisione dei tempi ed anticipare il nuovo format della coppa più ambita nel Vecchio Continente. I promotori della SuperLega, in particolare Perez e Agnelli, non sembrano intenzionati a mollare. Nonostante le tante defezioni difendono il progetto. Il numero uno bianconero fa sapere che non si dimetterà e che fra i club della SuperLega c’è un patto di sangue e che avrà in futuro il 100% di successo”.

Pure l'arte contro la SuperLega

A Romadietro la sede della FIGC, in via Giulio Caccini è stato realizzato una poster dalla Street Artist Laika MCMLIV raffigurante il presidente della Juventus Andrea Agnelli che con un coltello buca un pallone. Una rappresentazione del pensiero dell'artista sulla SuperLega. che definisce  come "la morte del calcio" - e aggiunge "Il tentativo di creare una competizione a invito riservata ai club più ricchi è la morte dei sogni dei tifosi di tutto il mondo. Lo sport dovrebbe insegnare che con la fantasia, il talento e l'allenamento tutti possono provare a vincere. La Superlega, in nome di un business sempre più monopolizzato, sconfessa definitivamente questo sogno. L'idea che sia stato pensato fa paura perché tutto ciò non riguarda solo il calcio”.

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