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Scuole chiuse a Roma per i rifiuti? Il Campidoglio rassicura: "Ama a lavoro"

Nessuna chiusura, il Comune tranquillizza i cittadini dopo l'altolà lanciato ieri dai presidi romani

"Scuole e ospedali hanno priorità nell'erogazione dei servizi. Tale priorità è stata mantenuta". Il Campidoglio si difende. Dopo l'altolà sui rifiuti lanciato dai presidi delle scuole romane, con minaccia di non riaprire lunedì 7 gennaio dato l'accumulo incontrollato di immondizia fuori dagli ingressi degli istituti, dal Comune si getta acqua sul fuoco. 

"Ama ci informa che dai primi riscontri sul campo la maggior parte delle circa 3.000 scuole di Roma è stata monitorata già questa mattina" è scritto in una nota stampa diffusa ieri in serata, dopo una giornata di polemiche furiose delle opposizioni all'attacco della sindaca Virginia Raggi. "Tutte le eventuali criticità sono oggetto di intervento urgente in modo da ripristinare il decoro già entro la giornata di oggi (ieri, ndr)". Poi, insieme alle giustificazioni, non mancano gli attacchi a terzi.  

"Le notizie circolate oggi relativamente al rischio di mancata riapertura delle scuole hanno il sapore di un film già visto. Stavolta però si gioca con la sensibilità di genitori e famiglie, provando a gettarle nel panico". Lo scrive il presidente della commissione Ambiente Daniele Diaco, sotto la foto di un titolo di giornale con su scritto "fango". Non fake news stavolta, perché di falso, obiettivamente, non c'è niente. "Nessuno nega le criticità" precisa il consigliere. Sarebbe davvero difficile farlo. "Ma il senso di responsabilità dovrebbe portarci a pesare le parole, soprattutto quando si tratta di bambini". E comunque "Ama ci fa sapere che questa mattina, come ogni giorno, è stata svolta un'ampia ricognizione sul territorio, assicurandoci che la presenza di surplus di rifiuti ha riguardato una esigua percentuale di siti".  

Si spera. Perché la rabbia circola tra presidi, insegnanti, genitori, cittadini. E come la task force di Ama per l'ultimo weekend di festa non è bastata a ripulire la città, ancora alle prese con sacchetti e immondizia varia accatastata sui marciapiedi, la paura è che le azioni annunciate non siano comunque sufficienti. Se infatti già nella fase pre incendio al Tmb Salario Roma arrancava, con l'impianto fuori gioco e un sistema che ancora deve tornare a regime (sorretto dagli impianti del Lazio) l'emergenza è evidente. Basta camminare per le strade. E il caso Roma, con la Capitale d'Italia a dir poco impresentabile nell'abito indossato per le feste di Natale, torna oggetto di polemiche e denunce. 

Ci sono i Cinque Stelle, che si difendono dando la colpa, vedi il vicepremier Luigi Di Maio, all'incendio di via Salaria che ha messo definitivamente ko il sistema. Poi le opposizioni che invocano un commissario per la gestione del ciclo rifiuti. E ancora la maggioranza M5s pronta a portare in Aula una proposta di delibera che prevede, tra le linee di indirizzo, la collaborazione dei romani, frontisti, alla pulizia dei marciapiedi. Una proposta che ha fatto scintille specie on line. Centinaia i commenti sui gruppi Facebook di quartiere per dire che no, "noi già paghiamo la Tari".  

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