Politica

Ztl fascia verde, gli alleati di Gualtieri contro il sindaco e sulle posizioni di Salvini

Una trentina tra assessori e consiglieri regionali, capitolini e municipali chiede al sindaco di revisionare il provvedimento che "sta generando forti tensioni sociali"

“Caro sindaco, troviamo una soluzione. Insieme, per tutelare la salute e senza penalizzare chi è a basso reddito”. Inizia così la lettera aperta che una trentina tra consiglieri regionali e capitolini e gli assessori e i consiglieri municipali di Sinistra Verdi hanno inviato a Roberto Gualtieri per chiedergli di “revisionare, insieme alle istituzioni competenti, il piano sulla nuova ztl fascia verde che, come avrà verificato, non è stato compreso e sta generando forti tensioni sociali”.

La nuova ztl, e la contestuale installazione dei varchi a presidio, finiscono dunque anche nel mirino degli alleati del sindaco, e non di alleati qualsiasi, ma di quelli più sensibili al tema delle emissioni inquinanti e della necessità di ridurre il traffico in città. I provvedimenti stabiliti con la delibera del novembre scorso, però, non convincono trasversalmente, e agli attacchi dell’opposizione si aggiungono le (pur meno veementi) richieste di rivedere la delibera da parte della frangia che sostiene la giunta Gualtieri.

Gli alleati del sindaco chiedono di rivedere il cronoprogramma

“L’attuale piano rischia di aumentare enormemente la distanza tra la cittadinanza e le ragioni della transizione ecologica - sottolineano da Sinistra Verdi - Ridurre l’inquinamento e le emissioni di Co2, allontanandosi dai combustibili fossili, significa limitare i decessi da patologie cardio-polmonari e tutelare la salute pubblica. Ma per farlo occorre una strategia complessiva intervenendo su tutti i grandi centri di emissioni inquinanti a partire, ad esempio, dai sistemi di riscaldamento civili ed industriali obsoleti e non solo sulla mobilità urbana. Le misure previste dal piano vanno accompagnate innanzitutto dal potenziamento del trasporto pubblico attuale, dall'estensione della mobilità condivisa che oggi si ferma ai quartieri più vicini al centro e dall'accelerazione della costruzione della nuova rete di mobilità su ferro. Senza questo impegno immediato e concreto, che passa anche dal rapido risanamento di Roma Metropolitane, sarà indispensabile rivedere le scadenze delle restrizioni della fascia verde”.

Le scadenze cui si fa riferimento sono quelle contenute nella contestata delibera che già a novembre 2022 aveva escluso dalla fascia verde i veicoli benzina e diesel euro 2 e precedenti, e diesel euro 3. Dal primo novembre 2023, come è ormai noto, il divieto di accesso alla fascia verde sarà esteso alle auto alimentate a gasolio euro 4 nella fascia oraria 7.30-20.30, ai veicoli commerciali N1, N2, N3 alimentati a gasolio euro 4 nella fascia oraria 7.30-10.30/16.30-20.30 e ai ciclomotori e motoveicoli alimentati a gasolio euro 3. Dal primo novembre 2024 lo stop riguarderà (sempre da lunedì al sabato) anche le auto a benzina euro 3 e ai diesel euro 5 nella fascia oraria 7.30-20.30, cui si aggiungono i veicoli commerciali N1, N2, N3 alimentati a gasolio euro 5 nella fascia oraria 7.30-10.30/16.30-20.30. 

Le proposte di Sinistra Verdi: potenziamento del trasporto pubblico e incentivi 

Al rafforzamento del trasporto pubblico si aggiunge la richiesta di prevedere incentivi per l’acquisto di veicoli di ultima generazione e anche di sistemi di retrofit, che permettono di convertire un'auto con motore endotermico in una con motore elettrico, “incentivi - proseguono da Sinistra Verdi - che vanno rivolti alle fasce più deboli della popolazione, già messe in difficoltà dall'inflazione, con il coinvolgimento di tutte le istituzioni: Municipi, Roma Capitale, Regione Lazio e governo”.

“I costi e gli effetti della conversione ecologica, che noi per primi vogliamo realizzare, non possono e non devono abbattersi sulla fascia di popolazione con un reddito basso o medio - si conclude la lettera - Se non risponderemo alla richiesta di aiuto della parte di città che non può permettersi di aderire da subito alle nuove regole, anche per le gravi mancanze del trasporto pubblico, rischiamo un cortocircuito irrecuperabile tra le ragioni dell'amministrazione e le preoccupazioni economiche e pratiche degli abitanti e delle aziende a basso fatturato dell'area metropolitana di Roma che non potranno più avere accesso in città se non acquistando una nuova vettura”.

Matteo Salvini guida gli attacchi della Lega 

Decisamente più belligerante, invece, l'atteggiamento della Lega, che continua a sferrare attacchi al sindaco mentre la petizione lanciata dal capogruppo in Campidoglio, Fabrizio Santori, continua a macinare firme, superando le 76.000. E sulla questione è intervenuto anche il vicepremier e ministro alle Infrastrutture, Matteo Salvini: "La mega Ztl a cui sta pensando il sindaco di Roma impedirebbe a moltissimi cittadini di entrare in città per fare il loro lavoro. Vietare auto e furgoni non aiuta l'ambiente ma crea soltanto disagio, precarietà e disoccupazione - ha detto intervenendo in video collegamento all'evento di Federmotorizzazione Confcommercio, in collaborazione con Regione Lombardia, dal titolo 'Mobilità 2035 tra ideologia e realtà' - In Italia ci sono alcune amministrazioni italiane che aggiungono ideologie su ideologie: il tema della mobilità non venga offuscato dall'ideologia".

Attacchi cui hanno risposto i consiglieri di Roma Futura in Campidoglio e nei Municipi I, II, III, IV, V, VII, XIV e XV, che insieme ai consiglieri del XIII Municipio di Aurelio in Comune hanno sottolineato come "per la Lega capitolina sia più facile soffiare sul fuoco, invece di impegnarsi a promuovere l'intervento del governo Meloni nell'accompagnare con provvedimenti concreti il cambiamento, che normative risalenti ad anni precedenti questa consiliatura impongono alla mobilità cittadina. La questione, infatti, non è dire sì o no alle limitazioni sul traffico di Roma, ma come favorire la conversione ecologica e difendere la salute di tutti senza far pagare i costi ai più deboli".

Le proposte di Roma Futura: trasporto pubblico gratuito e sharing in periferia

Anche da Roma Futura arrivano poi le stesse proposte avanzate da Sinistra Verdi: "Occorre tenere presenti due principi fondamentali: sostenere le famiglie più deboli e garantire la vivibilità in città con il contenimento del traffico - chiariscono - Sul primo, è necessario e auspicabile l'intervento dell'esecutivo nazionale per favorire incentivi e contributi e, a livello comunale, differenziare divieti e limiti per consentire di cambiare le modalità di spostamento specie a chi vive nelle periferie e deve usare di più il mezzo privato. Sul secondo punto, che interessa il miglioramento della qualità di vita, occorrono quattro linee di azione. Innanzitutto, è imprescindibile la collaborazione della Regione nell'adeguamento e articolazione delle norme di attuazione".

Tra gli altri suggerimenti, rivedere la rete di superficie del trasporto pubblico adeguandolo alle esigenze dettate dalla nuova zona verde e dall'installazione dei varchi, "anche con l'introduzione di percorsi preferenziali nella tratta dell'ultimo-primo miglio tra abitazione e primo nodo", e trasporto pubblico gratuito per i residenti (la delibera di giunta, d'altronde, già prevedeva abbonamenti annuali gratuiti per i cittadini), e il potenziamento dei servizi di sharing (car, bike, motor) nelle aree periferiche: "Questi cambiamenti possono essere una grande occasione di innovazione perché Roma può diventare più vivibile, abitabile e sana".

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