"Stappiamo i nasoni": parte l'operazione verità sulle fontanelle romane

La campagna dei Verdi sui nasoni capitolini

Chiudono i nasoni. Sono molte le fontanelle romane che, ancora oggi, devono fare a meno della famosa "acqua del Sindaco". Nella periferia come nei quartieri semicentrali della Capitale, da Garbatella a Montemario, passando per l' Appio Latino, non sono mancate le segnalazioni. Stesso discorso per Centocelle, Tor Sapienza e numerosi altri quartieri. Nel V municipio come nel VII, comitati ed associazioni hanno chiesto almeno di salvaguardare le aree verdi. E le piazze frequentate dai cittadini. La scelta di chiudere i nasoni, paventata durante la fase più acuta delle siccità estiva, è stata evidentemente messa in atto. Una decisione impopolare, criticata da molti romani, su cui ora si punta a fare chiarezza. E' questo l'obiettivo annunciato dai Verdi con la campagna "Stappiamo i nasoni".

L'operazione trasparenza

"Come Verdi di Roma abbiamo inviato un'istanza di accesso agli atti per chiedere al Comune e ad ACEA la mappa dei 'nasoni' che sono stati chiusi per via della siccità – spiegano i portavoce romani dei Verdi, Guglielmo Calcerano e Silvana Meli –  Ma chi ha deciso quali fontanelle andavano chiuse? E con quali criteri? Adesso ci troviamo a fronteggiare il problema opposto, cioè gli allagamenti, ma i nasoni, soprattutto in periferia, sono ancora chiusi. Temiamo che, come spesso accade in Italia, una misura provvisoria diventi definitiva, senza affrontare il problema vero, che è la nostra rete idrica colabrodo".

Il risparmio idrico e la Fontana Carlotta

"Il Comune ha deciso che i primi a pagare per l'inefficienza di ACEA debbano essere proprio gli ultimi: bambini, anziani, senzatetto, animali. E sono stati abbandonati veri simboli di Roma e dei quartieri- sottolineano Calcerano e Meli - come la 'fontana Carlotta' a Garbatella, tenendo aperti i nasoni in centro solo per non fare brutta figura con i turisti". Intanto però alcuni cittadini si sono organizzati, chiedendo conto alla Sindaca delle scelte fatte. E' questo il caso della fontana citata, su cui è stato affisso un cartello. La sindaca viene così incalzata, in dialetto romanesco, a prendersi cura della capitale e dei suoi simboli. "Il caso Carlotta" è stato oggetto anche di una lettera che il locale Comitato di Quartiere ha indirizzato alla Raggi.

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I rubinetti che fine hanno fatto?

Ora, ad affiancare la protesta dei cittadini, c'è anche la campagna lanciata dai Verdi.  "Risparmiare acqua è giusto, ma quando gli azionisti di ACEA si spartiscono da anni il 93% degli utili, e la soluzione è togliere l'acqua a cittadini, noi non ci stiamo" sottolineano Calcerano e Meli. Cosa fare quindi? Intanto i Verdi puntano a scoprire  "se è prevista in futuro l'applicazione dei rubinetti". E per quanto riguarda l'operazione trasparenza " vogliamo sapere con quali criteri Comune ed ACEA hanno scelto i nasoni da chiudere".

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