Mercoledì, 28 Luglio 2021
Politica

Scontro tra Lazio e Lombardia, Fontana: "Disparità di trattamento da parte dei media sulle due regioni"

Dalla Lombardia si insiste sulla "stessa ratio" dei provvedimenti del Lazio e della regione con più morti per l'emergenza Coronavirus

Dopo l'entrata a gamba tesa di ieri, Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia, prova a spegnere l'incendio provocato dalle sue dichiarazioni che hanno accostato la gestione dell'emergenza Coronavirus nelle case di riposo in Lombardia a quella della regione Lazio. "Caro presidente Zingaretti", spiega Fontana, "forse lei dovrebbe fare più attenzione alle dichiarazioni che rilascia. Io non ho accusato ne' lei, ne' la sua Regione. Ho semplicemente fatto notare il diverso modo di trattare le notizie, da parte di certa stampa, a seconda di chi governa". Fontana nella nota diffusa alla stampa lamenta "disparità di trattamento da parte dei media sulle due regioni". 

"Trovo infatti che la vostra delibera, così come la nostra - prosegue Fontana - partano dalla stessa ratio: isolare i pazienti Covid. Noi ne avevamo bisogno, per dimetterli da reparti ospedalieri in un momento di grande saturazione dei posti letto, voi per spostarli dalle Rsa". "Identici - conclude il governatore della Lombardia - sono i requisiti richiesti da entrambe le delibere per le strutture che avrebbero dovuto ospitarli: indipendenti e con organici dedicati. Quindi per riprendere le sue parole 'nessuna promiscuità, nessuna facilità nel contagio'. Trovo pertanto inopportuna e di cattivo gusto la sua conclusione 'nessun caso Lombardia, nel Lazio'".
 
Ieri sera era stato l'assessore della Lombardia Giulio Gallera, ospite da Fabio Fazio, a ribadire quella che sembra essere una sorta di linea difensiva, a livello mediatico, della regione più colpita dal coronavirus. "Abbiamo imposto il 23 febbraio di limitare gli accessi dei parenti. Quello che abbiamo fatto nella delibera dell'8 marzo è una cosa chiara e semplice: gli ospedali non riuscivano a ricoverare gli anziani perché non abbiamo posti né spazio. Quindi la gente moriva perché non riuscivamo a trovare respiratori dove attaccarli. La strategia è stata quella di spostarli per trovare un posto letto, un respiratore, una teoria intensiva. Abbiamo chiesto a chi aveva RSA con aree separate di usarle", dice. E quando Fazio gli spiega che è una cosa faticosa da accettare, risponde: "Gli anziani morti? La strategia è stata quella della Regione Lazio e dell'Emilia Romagna per creare posti letto che non creavano commistioni".

Ieri a rispondere alle polemiche dalla Lombardia ci aveva pensato l'assessore D'Amato che aveva così spiegato la differenza nella gestione degli anziani tra Lazio e Lombardia: "Quell’avviso pubblicato sul sito regionale aveva come obiettivo di individuare quelle Rsa disponibili a diventare centri Covid, ossia luoghi che avrebbero ospitato esclusivamente pazienti contagiati che non necessitavano di ricovero ospedaliero. Questa scelta è stata fatta proprio per isolare totalmente i contagiati e contenere la diffusione del virus. Quindi nessuna promiscuità tra positivi e negativi, nessuna facilità nel contagio, nessun caso Lombardia nel Lazio. Anzi l’opposto di quanto sembra essere stato fatto in Lombardia: dividere e ripetiamo dedicare strutture esclusivamente al Covid. Una buona pratica validata dall’Istituto Spallanzani, in piena conformità delle linee guida del ministero della Salute e che porterà ora anche all’apertura a Genzano di una Rsa covid totalmente pubblica proprio per continuare l’azione di divisione dei pazienti". 
 

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