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Virginia Raggi, immagine d'archivio

Virginia Raggi, immagine d'archivio

Processo Raggi, oggi la sentenza. In caso di condanna M5s spaccato su futuro della sindaca

Sospensione dal Movimento e un passo indietro su candidatura in caso di condanna? Il capo politico Vito Crimi non si sbilancia: "Vedremo la sentenza". Ma Beppe Grillo sta con Raggi

È attesa per la giornata di oggi, sabato 19 dicembre, la sentenza del processo di appello che vede imputata la sindaca Virginia Raggi, accusata di falso per la nomina di Renato Marra a capo dell'Ufficio direzione turismo, già assolta in primo grado perché "il fatto non costituisce reato". La Procura poi ha fatto ricorso in secondo grado. Mentre scriviamo l'udienza è in corso e il Pg ha chiesto, durante l'arringa finale, dieci mesi di reclusione.

Una sentenza spartiacque, che tiene il M5s romano e non con il fiato sospeso. In ballo c'è infatti un'eventuale sospensione di Raggi dal Movimento e quindi anche lo stop alla corsa per le comunali. La sindaca ha dichiarato più volte che andrà avanti, anche se condannata. Questione tutt'altro che scontata tra i pentastellati. I giochi potrebbero riaprirsi e ribaltare clamorosamente il quadro, anche sul fronte di una trattativa con il Partito democratico su un candidato comune. Insomma, è oggi la giornata che chiarirà il futuro della sindaca Raggi e del quadro elettorale romano. 

"Vediamo cosa succede domani, aspettiamo la sentenza"  ha detto un laconico Vito Crimi, capo politico del Movimento, ai microfoni di Rainews24. Ancor più netta la storica nemica di Raggi, la consigliera Roberta Lombardi: "Dimissioni in caso di condanna? Dico che esiste un codice etico e anche io sono molto chiara: le regole si applicano erga omnes, non si interpretano per gli amici" ha detto all'Adnkronos la capogruppo M5S in Regione Lazio. 

A chi nel Movimento non ha preso le difese di Raggi si rivolge tra le righe il marito, Andrea Severini, non nuovo a post su Facebook a sostegno della moglie. "Sarà una lunga notte, di quelle che i pensieri viaggiano alla velocità della luce - scrive - mi sarebbe piaciuto leggere forza siamo con te, perché sappiamo che non hai fatto nulla! Eppure ancora una volta quel silenzio e quel 'domani vedremo' stonano parecchio".

Con Raggi c'è però Beppe Grillo, che nelle ultime ore ha deciso di rilanciare sul suo blog personale un intervento della sindaca. "Roma sperimenta il li-fi, l’internet della luce! Ecco quello che avverrà nella capitale! #AnvediRoma #AnvediLifi" scrive il garante. Un endorsement al progetto di Raggi che suona come presa di posizione netta. Con Raggi poi si schierano anche esponenti della corrente di Alessandro Di Battista. La senatrice Barbara Lezzi ha già espresso sui social il suo sostegno. "Non ho bisogno di aspettare domani per dirvi che sono convinta che Virginia Raggi rappresenti pienamente il M5S e debba continuare a farlo a Roma e per Roma. Non ho alcuna esitazione e le auguro buon proseguimento di lavoro. Sempre avanti, a testa alta!".

Parole in suo sostegno anche dal consigliere grillino Paolo Ferrara, ormai fedelissimo della sindaca. "Legare la sentenza di Virginia Raggi alla nuova corsa per il Campidoglio è sciocco e non rende giustizia ad una persona che ha fatto molto per la nostra città. È difficile mettere in discussione una donna coraggiosa che ha buttato giù le case abusive dei Casamonica e ha rotto le uova nel paniere agli Spada... Qualsiasi scelta faccia Virginia va supportata. A prescindere". 

+++Articolo aggiornato alle 10.50+++

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