Governo giallorosso, dai rifiuti ai trasporti ai poteri speciali: tutte le partite aperte per la Capitale

Con la nuova squadra di ministri che oggi ha giurato al Quirinale, si riaprono i giochi anche per Roma. Tra conferme e nuovi volti ecco i principali interlocutori del Campidoglio

La sindaca Raggi con il premier Giuseppe Conte

La sindaca Raggi tira un sospiro di sollievo. Risolta la crisi di governo, che minacciava ricadute importanti anche su Roma, i Cinque Stelle restano in sella e per il Campidoglio rimangono le sponde "amiche". Sono tante le partite aperte per la Capitale, determinanti per il bilancio finale della giunta M5s, la cui soluzione anche solo parziale necessita di un aiuto dall'esecutivo centrale. È andata bene insomma. Rispetto all'ipotesi elezioni, che stando ai sondaggi avrebbero premiato le forze di destra e relegato i pentastellati all'opposizione, il nuovo governo giallorosso (oggi il voto al Quirinale della squadra dei ministri) permetterà alla sindaca di respirare, e tentare di svoltare alcune questioni chiave per il governo della città da potersi intestare prima del 2021, scadenza della legislatura.

Rifiuti: prosegue il dialogo con il ministro Costa

Centrale per Roma la conferma di Sergio Costa all'Ambiente. Con il ministro grillino è aperto un tavolo di confronto da mesi sul grande affaire rifiuti. Nel ruolo di intermediario tra regione a guida dem e Comune, è anche grazie al suo contributo che a luglio si è riusciti a varare l'ordinanza che ha risolto l'emergenza. Ora però si rischia una nuova crisi della raccolta, e proprio a inizio agosto la sindaca, intimorita da un rapido ritorno alle urne, aveva chiesto a Costa di accelerare con incontri e cabine di regia.

Si prosegue ora sulla strada già tracciata, con una grossa novità: a quel tavolo lo stesso segretario del Pd Nicola Zingaretti - almeno sulla carta - non è più un nemico. Certo restano le divergenze di vedute che fino a ieri hanno alimentato lo scontro: da una parte la regione Lazio con il suo piano rifiuti che approderà in consiglio nei prossimi mesi e che impone a Roma una discarica di servizio, dall'altra il Campidoglio che a qualunque impianto di trattamento e smaltimento ha sempre detto no. 

Trasporti, via Toninelli arriva De Micheli

Ai Trasporti si farà invece i conti con il nuovo alleato di governo. La poltrona passa da Danilo Toninelli, tra i sacrificati del Conte bis, a Paola De Micheli, 46 anni, vicesegretaria Pd, già sottosegretario nei governi Renzi e Gentiloni. Dal dicastero la Capitale attende ancora lo stanziamento dei fondi necessari al proseguimento della metro C a piazza Venezia. E l'Assemblea capitolina ha votato a inizio agosto il Pums, Piano urbano per la mobilità sostenibile. Un maxi programma di interventi, frutto di un processo partecipato con i cittadini, che sulla carta dovrebbe rivoluzionare gli spostamenti dei romani. Ma che ha bisogno di ingenti finanziamenti dall'alto. 

Una nuova linea su sgomberi e rom

Tra le aspettative, il cambio di rotta almeno parziale per quanto riguarda gli sgomberi e i campi rom. Matteo Salvini non c'è più, per la gioia di molti grillini, e Raggi non sarà più costretta a schivarne le continue frecciate sui temi legati alla sicurezza cittadina. Al posto del leader leghista la prefetta Luciana Lamorgese. In una maggiore collaborazione con il Viminale spera anche il presidente della commissione Commercio Andrea Coia, per quanto riguarda i venditori abusivi che affollano il centro storico: "Speriamo che questo ministro sia più dialogante"

Alla Cultura il ritorno di Franceschini

Torna invece alla Cultura il dem Dario Franceschini. Con l'assessore alla Cultura Luca Bergamo non è mai corso buon sangue. Ricordiamo gli scontri tra i due sul parco archeologico del Colosseo e sull'introduzione di un biglietto a pagamento per entrare al Pantheon. Detto ciò, Bergamo fa i suoi auguri al nuovo ministro, con le migliori intenzioni almeno di facciata: "Auspico e sono convinto si possa creare una forte sinergia tra il Mibact, il ministero dell'Università e della Ricerca scientifica e Roma Capitale, per valorizzare al meglio il potenziale che risiede nella condizione che fa di Roma una citta' unica al mondo". 

Per concludere, il grande match si giocherà sull'introduzione di poteri speciali per Roma Capitale, che comprendano un vero e proprio decentramento ai municipi. Il tema, di interesse politico trasversale, ha sempre messo d'accordo a livello locale anche maggioranza e opposizioni. Ed è stato inserito, seppur con una formula giudicata blanda da più parti, nell'accordo di governo. Si legge al punto 21: "È necessario rivedere il testo unico per gli enti locali, introducendo un'Agenda urbana per lo sviluppo sostenibile delle città, delle città metropolitane, di Roma capitale". Per qualcuno troppo poco, ma si attende di entrare nel concreto. Sulla questione ieri si è espresso anche il presidente di Acer, l'Associazione costruttori edili di Roma, Nicolò Rebecchini: "Ci sembra già un buon punto di partenza il fatto che Roma faccia parte delle proposte presentate, nella speranza che non si tratti solo di una timida indicazione, ma ci sia davvero la volontà di trasformarla in una vera capitale, con tanto di poteri speciali adatti al suo ruolo. Roma necessita di molto di più e ci auguriamo che si lavori seriamente in questa direzione"

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