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Montecitorio: in piazza con Gaetano contro i costi della politica

Gremita di persone la piazza davanti al Parlamento, poco meno di mille persone chiamate in "assemblea popolare" dall'uomo che da quattro mesi è in sciopero della fame in un gazebo

Un momento della manifestazione

Ci sono i sindacati di polizia, i lavoratori di Irisbus che hanno perso il lavoro e poi lui, Gaetano Ferrieri, in sciopero della fame da 110 giorni, che chiede di essere ascoltato. Mondi distanti tra di loro, motivazioni diverse e diverse istanze che pacificamente si dividono una piccola piazza. La maggior parte delle persone è qui per Gaetano. Lui sta dal 4 giugno sotto un gazebo, ha delle persone vicino: chi lo assiste nel suo digiuno, chi il suo digiuno lo condivide per brevi periodi, chi condivide la sua lotta. Persone che vengono da tutta Italia. Oggi 20 settembre ne sono arrivate, per la manifestazione indetta da Gaetano, circa 800: "ma non è una manifestazione - spiegano dal suo entourage - è assemblea di popolo".

E come in un'assemblea chi vuole prende parola. Al megafono spesso interviene Gaetano stesso, che legge passi della Costituzione, spiega i motivi del suo sciopero della fame.  Vuole che sia presa in considerazione la petizione che ha sottoposto alle camere, sono 5 punti programmatici che taglierebbero di 70 miliardi di euro la spesa pubblica. Spesso dalla piazza si alzano cori compatti: "non ce ne andiamo più", è una specie di refrain. La piazza non vuole partiti né sindacati, in nome dell'unità di popolo. E se le sue ragioni non verranno accolte, è di vitale importanza che la gente licenzi la classe dirigente in blocco. Preso da parte, quello che suo malgrado è diventato un capopopolo lo conferma: "oggi siamo 600, ma stiamo aumentando. Sono in sciopero della fame e aspetto gli italiani, a milioni" e poi lo dice al megafono: "staremo qui fino a che milioni di persone verranno a conquistarsi la democrazia diretta del popolo sovrano".

A sorpresa arriva fino al cordone di sicurezza degli agenti l'onorevole La Russa che prova parlare, ma sommerso dai fischi va via. Poi è il turno del vice presidente della Camera Rocco Buttiglione: si fa largo tra la folla, arriva da Gaetano, ci parla, ma il veneziano non è soddisfatto: "parlare a un sordo non serve a nulla".

Arriva poi il turno di Antonio Di Pietro che anche lui vuole parlare con Ferrieri. Un breve colloquio: "Mi hanno detto non andare perché c'è troppa gente, ma io sono venuto a prendermi le critiche, perchè io Gaetano Ferrieri lo conosco e tu lo sai - rivolgendosi a Gaetano - che ci conosciamo, e lo sai le battaglie che abbiamo fatto insieme. Io solidarizzo con la tua battaglia di civiltà". "Sì ma bisogna cambiare questo sistema politico - risponde Gaetano - perché la gente ha fame, vedrai che arriveranno milioni di persone". All'onorevole si chiede di discutere la petizione in parlamento, lui promette di impegnarsi, ma Gaetano ha qualcosa da aggiungere: "Noi abbiamo presentato una proposta che farebbe risparmiare 70 miliardi di costi della politica. Tu sai che sono stato certificatore a livello nazionale, e i conti li so leggere molto bene. Assolutamente dovete, sennò il popolo lotterà per la democrazia diretta, e farà di tutto, come in Islanda".
 

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