Coronavirus, gli architetti: "Senza dispositivi di sicurezza fermate i cantieri"

L'Ordine di Roma e la Federazione del Lazio commentano la promessa del premier Conte alle parti sociali

ANSA/ANDREA FASANI

Fermare i cantieri fino a che non saranno disponibili i dispositivi utili a garantire la sicurezza dei lavoratori vista l'emergenza Coronavirus in corso. E' l'appello che arriva dall'Ordine degli architetti di Roma e dalla Federazione del Lazio in riferimento alle parole del premier Giuseppe Conte nel corso della videoconferenza con le parti sociali. La decisione di non fermare alcuni comparti produttivi, tra cui le fabbriche e i cantieri, ha infatti sollevato non poche polemiche. "Con la protezione civile stiamo compiendo sforzi straordinari per essere nella condizione, già nei prossimi giorni, di distribuire gratuitamente a tutti i lavoratori dispositivi di protezione individuale", ha così detto Conte che sta lavorando anche alla redazione di un protocollo di sicurezza.

Dai costruttori agli architetti anche il settore dell'edilizia è in ginocchio

Le parole del premier sono state colte positivamente dagli architetti che però chiedono uno stop fino a che non diventeranno realtà. "Tale risoluzione sarebbe in linea anche con quanto disposto dal Comune di Roma, in merito alla proroga dei titoli edilizi per chi scelga di sospendere l’attività in ragione dell’emergenza", aggiungono.

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Gli architetti fanno notare che le norme di sicurezza imposte dal decreto dell'11 marzo, come il rispetto della distanza di un metro tra un lavoratore e l'altro, sono difficilmente rispettabili nei cantieri. "In particolare - data l’impossibilità del mantenimento della distanza interpersonale di un metro “quale principale misura di contenimento”, per la natura stessa del lavoro in cantiere - l’irreperibilità degli strumenti di protezione individuale, e in primo luogo delle mascherine di tipo FFP2 FFP3, hanno costituito un ostacolo al rispetto delle norme". L'Oar e la Federazione dell'Ordine degli architetti del Lazio fanno sapere di "restare in attesa di conoscere nel dettaglio i tempi di distribuzione di questi strumenti". 

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