Lazio Nuoto, il bando fa discutere. Malagò: "Auspico si tenga sempre conto della storia d'un concessionario"

Concessionario e amministrazione capitolina si lanciano messaggi infuocati a distanza. Il presidente del CONI fa da pompiere: "Credo sia buon senso non ragionare solo in termini economici"

Sabato 2 marzo atleti, iscritti e simpatizzanti della Lazio Nuoto Garbatella, si sono dati appuntamento in Campidoglio. Con fischietti e megafoni si incontreranno all'ombra del Marco Aurelio, come si legge nel cartellone posizionato a bordo vasca della piscina di viale Giustiniano Imperatore, per "attirare l'attenzione della Sindaca". 

La manifestazione del 2 marzo

L'intenzione, da parte della realtà più blasonata della polisportiva biancoceleste, è chiara. Non vogliono lasciare l'impianto dove, in oltre trent'anni, migliaia di romani hanno praticato nuoto e pallanuoto a prezzi popolari. Non hanno intenzione di lasciare la struttura dove si sono formati campioni olimpionici e mondiali. E per restare in quella sede, sono disposti anche ad intraprendere un'azione legale.

Il j'accuse di Frongia e Diario

"Consigliati malamente da qualche avvocato delle cause perse, i dirigenti della Lazio Nuoto hanno persino presentato un ricorso al Tar contro il bando, il cui esito è facilmente prevedibile" hanno fatto sapere l'assessore Daniele Frongia ed il presidene della commissione sport Angelo Diario (M5s). I due hanno pubblicato un post su facebook per commentare le ultime iniziative della SS Lazio Nuoto. La società, hanno scritto i due pentastellati "ha avuto in gestione una piscina di proprietà comunale per oltre 30 anni, proroga dopo proroga, pagando un canone agevolato di 700 euro al mese".  Un fatto evidentemente inconcepibile per l'attuale amministrazione che punta l'indice verso le proteste di una società che, "invece di Invece di mostrare gratitudine all'Amministrazione che le ha riservato un ottimo trattamento per un così lungo periodo e senza provare un pò di pudore nello sbandierare di aver ricevuto le chiavi di una piscina al prezzo di un monolocale" si è spinta a "pubblicare  un comunicato di protesta contro quella che definiscono una assurda procedura amministrativa".

A bando la concessione scaduta per ultima

La Lazio Nuoto non è però la sola ad aver ravvisato qualche "anomalia" procedurale. Non tanto nel bando che rimette in gara l'impianto di viale Giustiniano Imperatore. Quanto piuttosto per il fatto di aver scelto proprio quella struttura "la cui concessione – ha ricordato la consigliera capitolina Svetlana Celli (RomaTornaRoma)  – era ben funzionante ed era  scaduta solo da tre mesi". Sono partiti da quella "e non da altri impianti privi di concessione da oltre dieci anni e con maggiori problemi per la città". 

Un medagliere poco considerato

C'è un altro aspetto che è stato contestato nella formulazione del bando: la scarsa rilevanza che viene assegnata al curriculum sportivo. Se è vero, come ha ricordato Angelo Diario a Romatoday che ci sono punti attribuiti alle società che possono presentare più tecnici qualificati, è altrettanto vero che manca un riferimento all'attività pregressa svolta nel territorio. "Piuttosto che dare valore a un progetto di qualità, vicino alle esigenze dei cittadini – ha rimarcato Svetlana Celli – si prediligono aspetti economici come la migliore offerta". Una considerazione che non arriva solo da un'esponente del centrosinistra capitolino.

Le parole di Malagò

Anche il presidente del CONI, interpellato sulla vicenda, ha rilasciato un commento. "Senza voler andare in fuorigioco, il mio auspicio è che nei bandi ci sia sempre la possibilità di un parametro che tenga conto dello storia di un concessionario, di chi fa attività sportiva per i giovani e non solo commerciale. Credo sia una cosa di buon senso – ha aggiunto il presidente Giovanni Malagò –  non si può ragionare solo in termini economici".

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L'interrogazione in Campidoglio

Non ci sono soltanto rappresentati sparsi del centrosinistra a puntare il dito contro il bando. Nè d'altra parte c'è il solo numero uno dello sport olimpico a chiedere di tenere in giusta considerazione i meriti sportivi. Il primo bando di gara con cui i cinque stelle hanno deciso di aprire la stagione 2019, ha attirato l'attenzione anche di Fratelli d'Italia. Ravvisando   il rischio che " a chiudere possano essere tante attività che per anni e con fatica hanno fatto crescere lo sport di base" come "la gloriosa Ss Lazio Nuoto" Andrea De Priamo, Francesco Figliomeni e Lavinia Manunni, la consigliera Rachele Mussolini (Noi con Giorgia), d'accordo con il capogruppo regionale Fabrizio Ghera, hanno deciso di presentare un'interrogazione. Servirà anche per far luce sul motivo per cui " il bando targato 5 Stelle prevede un disciplinare legato a standard economici molto alti dove, oltre alla clausola degli introiti, si chiede anche un deposito cauzionale di 52mila euro". 
 

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