Commercio, rush finale per la delibera sugli ambulanti. I dem sul piede di guerra

Riparte in mattinata la maratona per il voto del nuovo regolamento. Marta Leonori, ex assessore dell'era Marino, e i dirigenti Pd: "Provvedimento che devasta la città"

Rush finale per la delibera sul commercio firmata Cinque Stelle. E' ripartita questa mattina la discussione in Aula, sospesa martedì all'alba dopo una maratona di 18 ore e un braccio di ferro sui contenuti del provvedimento tra maggioranza e opposizione, con nuove proteste da parte degli ambulanti urlanti che hanno subito interrotto l'intervento di Coia: "Anche noi siamo cittadini e ci guadagniamo il pane onestamente".

Per i dem un regolamento troppo blando nei confronti dei bancarellari, che non tutelerebbe a sufficienza il decoro delle aree di pregio cittadine, sana le licenze anomale, per i grillini una svolta che Roma attendeva da tempo, con introduzione della novità delle licenze anagrafiche. Nel mezzo ci sono i diretti interessati, i commercianti, che hanno più volte lamentato di non essere stati interpellati durante la stesura delle nuove regole: "Ci avete ignorato, buffoni". 

I democratici hanno annunciato battaglia: "In Campidoglio continuerà l'opposizione ad un regolamento che devasta la città per favorire pochi operatori. Un'opposizione condotta insieme a tanti cittadini, associazioni e blog, che vogliono vedere un cambiamento vero e non il ritorno a vecchie pratiche consociative" dichiarano i dirigenti del Pd romano, in prima fila la paladina del decoro dell'era Marino, l'ex assessore Marta Leonori. 

E ancora la minisindaca del I municipio, Sabrina Alfonsi: "La proposta di deliberazione del consigliere capitolino Andrea Coia sul nuovo regolamento delle attività commerciali su aree pubbliche è inaccettabile, tanto che ci chiediamo chi l’abbia scritta. Il Municipio Roma I Centro ha già espresso il suo parere negativo e avanzato proposte concrete fin dall’ottobre 2016, perché questa avrebbe potuto essere una occasione straordinaria per introdurre nuove, chiare  e più severe regole per contrastare l’abusivismo, rendere più vivibili i nostri rioni e tutelare l’immagine e il decoro del nostro territorio, patrimonio dell’Unesco".

IL SEGRETARIATO - Superato poi tramite un emendamento il parere contrario al documento arrivato inizialmente dal Segretariato Generale. Mentre gli emendamenti al testo presentati dall'opposizione sono scesi da 200 a 130.  La notte però non è bastata a discuterli tutti. Si riparte oggi con lo stesso ordine del giorno.

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