Decreto sicurezza, anche la Regione si oppone a Salvini: "600 mila euro per seconda accoglienza"

Il finanziamento è stato stanziato grazie a un emendamento al Bilancio

Immagine di repertorio

Non solo i sindaci in campo contro il decreto Sicurezza in tema di migranti. Anche la Regione Lazio di Nicola Zingaretti si è schierata contro la legge che abolisce di fatto il permesso di soggiorno per motivi umanitari (mantenendo solo alcune categorie) e rivede radicalmente il sistema dell’accoglienza, aprendo le porte degli Sprar (che si chiameranno Siproimi solo ai titolari di protezione internazionale escludendo quanti sono in attesa. 

Non solo un posizionamento politico. “Mi sento vicino al sindaco Orlando, al suo impegno contro l'odio e capisco la sua fatica per porre rimedio a norme confuse scritte solo per l'ossessione di fare propaganda e che spesso producono caos, più diffidenza e insicurezza per tutti” le parole del presidente Zingaretti

Nel Bilancio approvato alla fine dell’anno, con il via libera a un emendamento di Alessandro Capriccioli, capogruppo di +Europa Radicali alla Pisana, sono stati stanziati 600 mila euro da destinare alla seconda accoglienza e all’integrazione dei migranti vulnerabili. 

“La protesta dei sindaci contro gli effetti nefasti del decreto sicurezza conferma l'esistenza di un problema enorme, che è necessario affrontare in ogni modo possibile, come ha fatto la Regione Lazio in sede di approvazione del bilancio per disinnescare una delle più gravi conseguenze del decreto Salvini: la fuoriuscita dall'accoglienza delle persone più vulnerabili” ha spiegato Alessandro Capriccioli. Con l’emendamento “abbiamo deciso di intervenire con un sostegno economico per evitare che finiscano in mezzo alla strada migliaia di titolari di permesso umanitario in condizioni di fragilità -tra cui donne con figli, famiglie, vittime di tratta- a cui viene ora preclusa la seconda accoglienza negli Sprar”. 

A fianco dei sindaci anche il vicepresidente regionale Massimiliano Smeriglio: “A rompere il muro di propaganda salviniana ci hanno pensato i sindaci, con la forza tipica di chi svolge funzioni di prossimità” ha scritto in una nota. “Ognuno deve fare la propria parte senza speculare sulle legittime paure dei cittadini. La nostra amministrazione, d'altronde, ha scelto già da tempo da quale parte stare. Penso all'intervento per la realizzazione di reti di inclusione sociale dei migranti transitanti sul nostro territorio. Penso ai 600mila euro che il bilancio, approvato solo qualche settimana fa, destina alla seconda accoglienza e all'integrazione dei migranti vulnerabili che il decreto sicurezza mette in mezzo alla strada”. 

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