"La corruzione a Roma 'brucia' ogni anno 650 milioni di euro"

La stima è stata fornita dal presidente della commissione per la Razionalizzazione della Spesa capitolina Daniele Frongia: "E' una bozza preliminare sulla quale continueremo a lavorare"

Daniele Frongia (foto di Antonio Scalia)

650 milioni di euro. È questa la stima del valore che nel comune di Roma viene 'bruciato' ogni anno a causa di fenomeni di corruzione. Il dato è stato diffuso questa mattina dal presidente della Commissione capitolina speciale per la Riforma e la razionalizzazione della spesa dell'amministrazione Daniele Frongia. “Il dato è stato ricavato sui costi della corruzione del Pil a livello nazionale che, come indicato da Unimpresa, ammontano a circa 10 miliardi di euro” spiega Frongia. “E nel calcolarlo siamo stati estremamente prudenti per difetto” ha aggiunto commentando quella che per ora è solo una bozza preliminare per avviare un analisi e uno studio sistematico presso la commissione competente dal titolo “Impatto della corruzione sui costi sostenuti direttamente e indirettamente dalla collettività di Roma Capitale”. Un dato ancor più importante per Frongia è “la certezza della mancanza della pena”. A riguardo cita un dato: “Al momento nelle carceri italiane ci sono solo 8 detenuti per corruzione mentre in base all'ultima classifica del Corruption Perception Index 2014 Transparency International l'Italia è prima per corruzione tra i paesi dell'Unione europea”.

L'IMPATTO DELLA CORRUZIONE A ROMA “Secondo i dati dell'American Chambre of Commerce in Italy, Roma rappresenta circa il 60% del Pil regionale e l'80% di quello provinciale” si legge nella bozza consegnata. Per il 2013 il Pil attribuibile alla Capitale ammonta a circa 91.795,75 milioni di euro. Riporta il documento: “Se è vero che la corruzione costa circa 10 miliardi di euro di Pil nazionale, come indicato da Unimpresa, possiamo dire che Roma Capitale, a causa dei fenomeni di corruzione perderebbe almeno 650 milioni di euro l'anno, 'bruciatì in questo modo”. La corruzione ha, per Frongia, anche un “impatto sociale”. Per esempio si produce “una distorsione del mercato, la corruzione interferisce con la concorrenza per le gare d'appalto indebolendo così le aziende oneste; un mancato rispetto dei principi di efficacia della pubblica amministrazione; un erosione del servizio pubblico”.

LA COOP 29 GIUGNO E LE SOCIETA' CAPITOLINE IN HOUSEAl centro dell'indagine sulla corruzione avviata dalla commissione, anche l'inchiesta su mafia e appalti nella Capitale che ipotizza corruzione e infiltrazioni criminali fin dentro alle stanze del Campidoglio. “Analizzeremo l'ordinanza e cercheremo di avviare indagini sui vari soggetti coinvolti” ha spiegato Frongia. Tra questi figura la Cooperativa 29 Giugno i cui vertici sono stati coinvolti nell'ambito dell'inchiesta. “Se venissero condannati definitivamente, potremmo addirittura parlare di 'mafia in house'” la provocazione del consigliere pentastellato. La 29 Giugno è infatti per valore di produzione e numeri d'organico paragonabile ad altre società in house capitoline. Da bilancio infatti la 29 Giugno ha 50,9 milioni di euro di valore della produzione con 943 dipendenti in organico al 31 dicembre 2013. Più di Aequa Roma spa con 19.633.828  milioni di euro con 321 dipendenti; Roma servizi per la mobilità (44.788.822 milioni di euro, 343 dipendenti); Risorse per Roma spa (45.205.110 milioni di euro, 675 persone in organico). Solo Zetema, tra gli esempi citati, presenta un valore della produzione maggiore pari a 73.155.518 milioni di euro con 980 persone in organico. “Naturalmente non possiamo sostenere che l'intero importo indicato sia riconducibile ad attività illecite” commenta Frongia. “Inoltre ci preme ricordare che i dipendenti non sono stati raggiunti da provvedimenti giudiziari. L'organico è composto da lavoratori onesti”.

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IL LAZIO E LE ALTRE REGIONI ITALIANE In quanto al territorio della Regione Lazio, in relazione a sentenze con esito di condanna al risarcimento del danno per Regione dal 2001 al 2012, risultanti da elaborazioni Anac su sentenze della Corte dei Conti, con 36 sentenze il Lazio si trova al secondo posto dopo la Lombardia che tocca il picco di 101 e 'vicino' alla Liguria che ne ha collezionate 34. In quanto all'importo dei risarcimenti richiesti per Regione, sempre tra il 2001 e il 2012 invece il Lazio è in cima alla classifica con 158.941.318,88 euro (il risarcimento comminato è invece di 23.425.761,08 euro) distaccando di molto la Lombardia con un risarcimento richiesto che ammonta a 23.436.209,33 euro (con risarcimento comminato 11.971.743,32 euro).

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