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Pestaggio Roxy Bar, il Comune di Roma non si costituisce parte civile

Ieri le tre condanne. A spiccare l'assenza del Comune tra le parti civili, nonostante le rassicurazione del 27 luglio. La polemica: "Raggi come sempre promette e non mantiene"

Il Comune di Roma a trazione Cinque Stelle ha mentito. Lo scorso luglio, alla scadenza del termine per la costituzione delle parti civile nel processo legato alla vicenda del pestaggio del Roxy Bar a Romanina, il Campidoglio non c'era. Da lì la notizia della mancata costituzione di parte civile alla quale il Comune di Roma ha reagito con una nota stizzita

Contrariamente a quanto riportato da alcune notizie diffuse da agenzie di stampa, nel processo relativo ai fatti del Roxy Bar Roma Capitale si costituirà parte civile nei confronti di tutti gli imputati legati al clan Casamonica. A tal fine, si specifica che non sono scaduti i termini per la costituzione di parte civile: nell’ambito del procedimento che riguarda Antonio Casamonica essa potrà avvenire alla prima udienza dibattimentale fissata per l’11 ottobre 2018; nei confronti degli altri tre imputati ammessi al rito abbreviato, secondo giurisprudenza recente, potrà invece essere presentata fino all’apertura della discussione del giudizio abbreviato dinanzi al GUP.

Oggi si scopre che quella nota, quel risentimento, quella smentita contro i giornali, era una bugia a Cinque Stelle. Già perché ieri il Gup, nell'udienza che ha portato alla condanna i tre Di Silvio, ha smentito questa possibilità. Così il Comune di Roma, parte civile nel rito ordinario contro Antonio Casamonica, si è ritrovato assente. Un'assenza che non ha mancato di scatenare polemiche. 

Il Vice Segretario del Pd Lazio, Enzo Foschi: "E' un fatto gravissimo. La tardiva costituzione è solo una delle tante testimonianze dell'incompetenza di una Giunta e di un sindaco in grado solo di parlare: tanti inutili bla bla bla che non si trasformano mai in fatti concreti e che addirittura, come in questo caso, impediscono, per la solita sciatteria, al Comune di Roma di essere ammesso come parte civile nel corso del processo penale a carico di alcuni esponenti del clan Di Silvio. Basta bla bla bla, la Raggi cominci a lavorare e a governare. Anche se ora come ora, a Roma e non solo, tutti si chiedono se ne sia davvero capace".

Il deputato dem Luciano Nobili: "Grazie al coraggio di Marian e Roxanna, gestori del Roxybar alla Romanina, la procura ha riconosciuto aggravante mafiosa e chiesto condanne esemplari per raid Casamonica. E la Raggi? Solo parole: il Campidoglio non si è neanche costituito parte civile. Da romano, me ne vergogno". 

Il capogruppo in Campidoglio Anton Giulio Pelonzi: "Disattese promesse Raggi. Una superficialità intollerabile per chi sostiene di aver dichiarato una guerra senza quartiere alla criminalità organizzata. L'ennesima brutta figura per Roma che appare un comune impaurito e inadeguato ad affrontare le nuove mafie che tentano di consolidare il controllo del territorio nella capitale".

Sulla stessa linea il suo collega Marco Palumbo: "Regione e Libera, come promesso, presentano puntuali la richiesta di costituzione di parte civile, la Raggi come sempre promette e non mantiene e il risultato è che Roma non parteciperà' al processo". 
 

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