Bracciano, chiude la discarica di Cupinoro: 25 comuni a rischio caos rifiuti

Le autorizzazioni non sono state rinnovate così il Comune di Bracciano, che gestisce il sito, ha deciso di chiudere dal 1 febbraio. In un incontro in Regione: "Segnalati altri siti di smaltimento nel Lazio"

Chiude la discarica di Cupinoro a Bracciano, che riceve i rifiuti di 24 comuni del comprensorio. A comunicarlo è il comune di Bracciano, che attraverso la Bracciano Ambiente gestisce la discarica. Le volumetrie sono esaurite e l'Autorizzazione Integrata Ambientale dell'invaso non è stata rinnovata. Così dal primo febbraio i cancelli del sito di smaltimento verranno chiusi. “Il 22 gennaio la Bracciano Ambiente ha comunicato a tutti i Comuni, alla Provincia di Roma ed alla Regione Lazio, l’esaurimento delle volumetrie disponibili ad accogliere rifiuti e, al di là delle strumentalizzazioni politiche di chi ha parlato di “ricatto” per ottenere  un ampliamento, i fatti sono chiari: dal momento che l’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) per l’invaso esistente non è stata rinnovata, la chiusura del sito è diventata una scelta obbligata” scrive il comune di Bracciano in una nota.

La discarica era stata al centro delle polemiche e delle proteste dei cittadini in quanto all'inizio di ottobre si era diffusa la notizia che il Prefetto Sottile, rispondendo a un'asta pubblica aperta dalla Bracciano Ambiente, aveva predisposto lo smaltimento di 20 mila tonnellate di rifiuti della Capitale nella discarica. Nonostante questo però, rende noto il comune di Bracciano, i camion da Roma non sono mai arrivati.

A inasprire ancora di più gli animi della cittadinanza e della associazioni ambientaliste la Valutazione di impatto ambientale positiva da parte della Regione Lazio sull'ampliamento della discarica con un nuovo invaso. L'autorizzazione, alla quale dovrebbe seguire l'Aia (Autorizzazione integrata ambientate), era stata impugnata al Tar con tre ricorsi, uno presentato dal comune di Cerveteri, un altro dal Forum Ambientalista e infine un terzo depositato dall'associazione ambientalista Raggio Verde insieme ad alcuni cittadini di Bracciano. I comitati contestavano l'insistenza sul territorio di vincoli ambientali e paesaggistici oltre che il mancato coinvolgimento del Mibac (Ministero dei Beni e le Attività culturali) che avrebbe dovuto esprimere parere vincolante.

A fianco degli invasi, inoltre, la Bracciano Ambiente possiede le autorizzazioni per la realizzazione di un impianto di Trattamento meccanico biologico che però fino ad adesso non è ancora stato costruito. Nella discarica di Cupinoro infatti vengono ancora versati rifiuti tal quale, la monnezza non trattata che è costata l'apertura di una procedura di infrazione all'Italia per lo smaltimento nella discarica di Malagrotta.

Spiega il comune di Bracciano: “A seguito dell’attuale chiusura restano aperte problematiche di diversa natura: l’individuazione di un nuovo sito per il trattamento e il conferimento dei rifiuti che la Regione dovrà indicare ad ognuno dei 25 Comuni del bacino con conseguenti inevitabili aumenti dei costi a carico delle popolazioni; la bonifica ambientale e relative operazioni di controllo e monitoraggio sull’attuale sito; i livelli occupazionali ancora garantibili”.

I 25 comuni rimangono quindi senza un sito dove versare i rifiuti che ancora nel sito vengono buttati tal quale. A proprie spese quindi ogni comune dovrà trovare un impianto di trattamento e un sito di smaltimento nella Regione, con inevitabile aumento dei costi di smaltimento. Il comune di Ladispoli, come specifica in una nota, utilizzerà “l'impianto Rida Ambiente di Aprilia per il conferimento dei rifiuti solidi urbani”. La decisione è emersa in seguito a un incontro che si è tenuto ieri sera alle 18 alla Pisana con l'assessore regionale all'Ambiente Civita a cui hanno preso parte i rappresentanti di tutti i comuni che finora hanno utilizzano l'impianto della Bracciano Ambiente.

Polemiche invece dal comune di Manziana che scrive: “I comuni del comprensorio vengono lasciati soli”. Nelle riunione di ieri sera ci “è stata comunicata ufficialmente la chiusura della discarica a partire dal 31 gennaio, in attesa dei permessi e delle autorizzazioni per l'ampliamento”. VAIRA

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“La chiusura, preannunciata con una comunicazione della Bracciano Ambiente del 23 gennaio, comporterà una serie di problematiche organizzative ed economiche: infatti, ogni Comune dovrà individuare un altro sito per il conferimento del rifiuto indifferenziato e, conseguentemente, sostenere costi maggiori per un aumento complessivo che al momento, da una prima stima, si aggira intorno al 30/40%”. Come spiega il comune nella nota sarà l'amministrazione a doversi fare carico dei costi aggiuntivi. “La Regione ha poi suggerito tre stabilimenti nel Lazio in grado di trattare la tipologia di rifiuto indifferenziato, lasciando però ai Comuni l'onere di verificare la concreta e reale disponibilità degli stessi. A questo proposito il Comune di Manziana si è già attivato per cercare di individuare la soluzione che sia meno gravosa da un punto di vista economico e più funzionale all'espletamento del servizio”.

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