Metro C e la caserma sotto Amba Aradam: "Stazione da riprogettare, ma i lavori procedono"

Un meraviglioso ritrovamento del II secolo d.C. che costringe a rivedere il progetto della fermata. Il soprintendente Prosperetti: "Sarà la prima stazione archeologica sulla linea". I tempi si allungheranno? "Il cantiere sta procedendo"

Trentanove differenti ambienti, quattro metri per quattro, articolati lungo lo stretto corridoio che i soldati imboccavano per uscire dalla caserma. Nei locali spuntano pavimenti in mosaico quasi intatti, e pareti affrescate sopravvissute a duemila anni di storia.

La fermata Amba Aradam della metro C, ancora un cantiere aperto con apertura prevista (sulla carta) nel 2021, si qualifica a tutti gli effetti come la prima stazione archeologica della linea. Le meraviglie portate alla luce dagli scavi degli ultimi mesi rappresentano un'eccezionale scoperta, mostrata questa mattina in anteprima stampa alla presenza del soprintendente per l'Area archeologica centrale, Francesco Prosperetti, e dal responsabile del progetto Metro C di Roma Metropolitane, Andrea Sciotti.

I carotaggi effettuati inizialmente sull'area non sono stati sufficienti a capire la portata della struttura: un impianto militare del II secolo d.C, interrato dagli stessi romani durante la costruzione delle vicine mura Aureliane, alle pendici del colle Celio. Già, ma emerso nel cuore di una stazione della metropolitana. Gli interrogativi ci sono, inutile negarlo, e sono per lo più ancora aperti: che ne sarà del progetto dell'intera tratta, la T3 San Giovanni-Colosseo? Servirà un'altra variante, l'ennesima (Anac ne ha contate 47 dal 2005) con nuovi tempi e nuovi costi?

"I lavori non si interromperanno. Non ci sarà alcuno stop al cantiere" chiarisce subito Prosperetti, mostrando le ruspe in azione alle sue spalle. "Ovviamente il progetto della stazione subirà cambiamenti". Sì, perché le indicazioni fornite dalla Soprintendenza sono chiare: la struttura romana resterà dov'è, ben visibile ai tanti utenti che prenderanno i treni. "Il piano è riprogettare gli aspetti funzionali e architettonici in funzione del ritrovamento che sarà smontato e rimontato com'era e dov'era". Una stazione-museo, questa è l'idea. "Il solaio dell'atrio di stazione, quello che passerà sulle nostre teste, si dovrà arrestare su una balconata dalla quale ammirare gli ambienti" spiega ancora il soprintendente. Ma è ancora da capire se basterà rimodulare il progetto della linea, recuperando magari tempi e costi dagli interventi su altre stazioni, o se servirà una vera e propria revisione di quadro economico e tempistiche. 

IL VIDEO: LA CASERMA ROMANA SOTTO LA METRO C

"Tutti gli aspetti che riguardano le spese per il trattamento della struttura erano in gran parte già previste nell'ambito del contratto con metro C" spiega l'ingegner Sciotti, in riferimento alle future operazioni di spostamento, restauro e riposizionamento dei ritrovamenti. La riprogettazione però potrebbe avere costi aggiuntivi: ovvio che se la scala mobile sarebbe dovuta passare dagli ambienti ora occupati dai "castra", andrà riposizionata. E così gli altri ambienti funzionali. "E' presto per parlare di questi aspetti - conclude Sciotti - sapremo tutto quando avremo chiara la migliore soluzione finale per la stazione". E quando gli scavi saranno terminati. "Da programma andiamo ancora avanti 15-20 metri, ma non dovrebbero esserci ulteriori resti, almeno secondo quanto previsto dalla Soprintendenza". 
 

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