Martedì, 27 Luglio 2021
Politica Salario / Piazza Annibaliano

Ecco come e perché Calenda può davvero sfilare il II municipio al Partito Democratico

PD lacerato, contestazioni alla presidente Del Bello, una candidata (Caterina Boca) stimata sul territorio: ecco cosa sta succedendo tra i Parioli e San Lorenzo, roccaforte dem su cui punta forte il leader di Azione

Il bagno di folla a piazza Annibaliano di lunedì scorso

"Se c'è un municipio in cui Calenda può vincere è il II. Il rifiuto delle primarie da parte di Francesca Del Bello ha lacerato il PD e molti sono pronti al voto disgiunto o a votare direttamente il candidato di Calenda". Il concetto, netto, è espresso da un importante dirigente del Partito Democratico e condiviso da diversi dem ed ex dem con cui abbiamo avuto modo di confrontarci negli ultimi giorni.

Tra questi la consigliera regionale Valentina Grippo, ex PD e attualmente in Azione che a RomaToday spiega: "Sono convinta che Calenda farà il sindaco e che i suoi candidati vinceranno in tutti i municipi, anche perché in 10 mesi ha girato letteralmente ogni quartiere di Roma. Certo, in secondo municipio, la sensazione che molti sceglieranno Calenda, anche tra iscritti ed elettori che in passato hanno sostenuto il PD e le altre forze del centrosinistra, è forte, dato anche che questa parte della città ha sempre dimostrato di essere avanguardia politica". Colpita dall'enorme presenza di giovani nel recente evento elettorale di piazza Annibaliano, Grippo ricorda come "durante le primarie tra Renzi e Bersani questo fu il primo municipio di Roma che premiò il cambiamento facendo vincere Renzi, anticipando la tendenza riformista andata a consolidarsi negli anni a seguire".

A dare forza alle convinzioni di Grippo c'è appunto il bagno di folla che lunedì ha accolto Carlo Calenda e la candidata presidente Caterina Boca a piazza Annibaliano. Proprio la figura di quest'ultima rappresenta il grimaldello in grado di scardinare quella che i dem considerano una roccaforte e che per Calenda potrebbe rappresentare il punto di partenza per impiantare una futura classe dirigente a Roma, anche in caso di eventuale sconfitta.

A metà maggio la Boca, avvocata e docente, nonché attuale presidente dela Commissione Politiche Sociali in II, era la sfidante designata, appoggiata dalle aree più centriste dei dem, di Francesca Del Bello. Non aveva però fatto i conti con la presa di posizione della presidente e di buona parte del PD locale, contrario alle primarie. Alla fine ha vinto la minisindaca, riconfermata senza passare dai gazebo del 20 giugno.

Contemporaneamente Calenda ha "annusato la preda" ed ha colto l'occasione. Ha deciso di scegliere un candidato che potesse realmente vincere, sfruttando le crepe nel PD. Ha così incontrato Caterina Boca e ne è nato, secondo quanto si apprende, un rapporto di profonda stima reciproca. Così, un mese dopo, il 18 giugno, è arrivato l'annuncio a sorpresa: Caterina Boca è la candidata della lista Calenda. 

Negli stessi giorni Francesca Del Bello è finita pesantemente contestata a San Lorenzo, suo storico bacino elettorale all'interno del municipio. Una sequenza di fatti che tra i dem ha generato più di un'inquetudine. Qualcuno ha rivolto lo sguardo verso la minoranza dem in municipio, in particolare verso Andrea Alemanni. Contattato da RomaToday il presidente del PD Lazio spiega: "La mia posizione è nota, come è noto il fatto che sono stato sempre leale al partito nonostante abbia subito il gesto più sleale che si possa subire da una “compagna” di partito. Sarò leale anche questa volta. Ho portato le mie posizioni all'interno della discussione interna, ha prevalso un'altra linea e ne prendo atto. Correrò come candidato in consiglio comunale per il PD e mi batterò per far vincere il partito e la relativa candidata a presidente di municipio". Niente giochi interni, niente voti disgiunti, assicura Alemanni con toni perentori allontanando qualsiasi ipotesi di vendetta. 

Eppure a piazza Annibaliano si segnalano è stato impossibile non notare facce fino a qualche settimana prima vicine ai dem. Curiosità, dice qualcuno. Aperta polemica per qualcun altro. 

Oltre a questo va detto che in II municipio qualcosa si muove da tempo. Valerio Casini, assessore al Commercio in giunta con la Del Bello, sarà candidato con la Lista Calenda al Comune. Da mesi il suo profilo social è pieno di riferimenti all'ex ministro dello sviluppo economico. Una campagna elettorale quantomeno spiazzante per tanti elettori "che finirà male", spiega un esponente dem. Comunque vada infatti lo scenario per Del Bello è quello di una sconfitta, quantomeno politica. Solo una vittoria, netta e al primo turno, potrebbe garantire all'attuale presidente di via Dire Daua un governo tranquillo. 

In caso di ballottaggio inizierebbero i guai. Se la sfida fosse contro il centrodestra, servirebbero i voti dei calendiani e dovrebbero aumentare le poltrone concesse in giunta. Se invece ad arrivare al secondo turno fosse Caterina Boca potrebbe succedere di tutto, con i voti del centrodestra più facilmente destinati alla candidata di Calenda e con i malpancisti anti Del Bello pronti a prendersi la rivincita politica da tempo agognata. 

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