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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Cronaca Trionfale / Via del Casale Strozzi

Stupro a Prati, il militare respinge le accuse: l'avvocato chiede i domiciliari

Giuseppe Franco ha ribadito al giudice la propria versione dei fatti affermando che il rapporto era "consensuale" e negando di essersi fatto passare per poliziotto

Il rapporto era "consensuale". Ha ripetuto davanti al giudice la sua versione dei fatti Giuseppe Franco, il militare della Marina accusato di aver stuprato una ragazzina a Prati la sera dello scorso 29 giugno. Il 31enne calabrese ha negato inoltre di essersi fatto passare per poliziotto, ammettendo di aver mostrato alla ragazza il suo tesserino militare. Per questo il difensore, alla luce dell'atto istruttorio, ha chiesto in favore del suo assistito la concessione almeno degli arresti domiciliari.

LE ACCUSE - Il Gip Giacomo Ebner si è riservato di decidere. Nelle prossime ore il provvedimento del giudice sarà comunque depositato. Al vaglio c'è oltre alla convalida del fermo di polizia anche l'emissione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere. Il Pubblico Ministero Eugenio Albamonte ha ribadito la solidità dell'impianto accusatorio. Giuseppe Franco è indagato per violenza sessuale e sostituzione di persona. La richiesta di convalida del gip Albamonte verrà decisa domani mattina. 

IL FATTO - Le violenze si verificarono poco prima della mezzanotte del giorno della Festa di San Pietro e Paolo, quando la vittima, una 15enne barese in compagnia di altre due amiche, era in attesa al capolinea di piazzale Clodio del bus per ritornare a casa. Le tre avevano appena assistito allo spettacolo pirotecnico della Girandola di Castel Sant'Angelo. Qui le ragazzine sarebbero state avvicinate, secondo la versione fornita agli inquirenti, dal militare impiegato al Ministero della Difesa. Poi la richiesta dei documenti dopo che lo stesso si sarebbe spacciato per un poliziotto. 

PARCHEGGIO DI VIALE CASALE STROZZI - A quel punto però, il sedicente poliziotto, dopo aver assicurato a un palo la bicicletta con cui era arrivato sul posto, l’ha condotta, a piedi, in via Teulada e, all’altezza del parcheggio di via Casale Strozzi, l’ha trascinata con forza nel parchetto sito nelle vicinanze e avrebbe abusato di lei.

VIOLENTATORE IN FUGA - Al termine del rapporto Giuseppe Franco ha accompagnato la ragazza in via Bafile, dove poco prima l’aveva avvicinata, ma, scorgendo la presenza di un adulto, ha iniziato a correre ed è riuscito a dileguarsi, eludendo il vano tentativo delle donne di raggiungerlo. Le indagini, immediatamente avviate dagli uomini della Squadra Mobile, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma, hanno consentito di ricostruire la dinamica della vicenda e il percorso effettuato dal fermato assieme alla vittima. 

INCASTRATO DALLA BICI - È stato poi predisposto un servizio di appostamento continuativo nei pressi del luogo dove era stata parcheggiata la bicicletta utilizzata dal violentatore per i suoi spostamenti, fin quando, poco dopo l’una di notte, una persona, successivamente identificata per il fratello del fermato, è stato sorpreso mentre tentava di recuperare il mezzo. Il giovane, dopo una prolungata reticenza e improbabili scuse per giustificare la sua presenza in quel luogo e a quell’ora, ammetteva che la bicicletta era stata parcheggiata lì la sera precedente dal fratello. Immediatamente sono iniziate le ricerche di quest’ultimo, il quale veniva poi trovato proprio in casa del fratello.

REATI SESSUALI E IN DANNO DI MINORI - Visti gli elementi di prova raccolti e il pericolo di fuga, il giovane è stato sottoposto a fermo di Polizia Giudiziaria da parte degli agenti della IV Sezione “Reati sessuali e in danno di minori” della Squadra Mobile. Il fratello del malvivente è stato denunciato in stato di libertà per il reato di favoreggiamento personale.

LA VERSIONE DEL MILITARE -  Interrogato dal Pm nella giornata di ieri, Giuseppe Franco aveva già parlato di un rapporto consensuale con la vittima. Una versione che sino a questo momento non avrebbe trovato riscontro con il magistrato di turno che per tale motivo ha chiesto la convalida del fermo per i reati di violenza sessuale e sostituzione di persona. Il 31enne è stato poi sospeso dall'impiego al Ministero della Difesa. 

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