Cronaca

Siae, la protesta degli autori contro il blocco del Fondo per la solidarietà

Autori di cinema, teatro e televisione protestano contro il blocco da parte della Siae del Fondo di solidarietà che permetteva loro di avere un assegno mensile di 615 euro lordi

Scrittori del teatro, del cinema e della televisione, autori di musica e tutti coloro che in qualche modo orbitano attorno al mondo dello spettacolo lanciano l'allarme per la chiusura del Fondo di solidarietà da parte della Siae. L'appuntamento è per domani alle 21, quando tutti si riuniranno al Teatro Spazio di Roma per discutere in merito al blocco da parte della Siae dell'assegno mensile di 615 euro lordi erogato a 1085 associati. A partecipare e a promuovere l'iniziativa sono Anac (Associazione Nazionale Autori Cinematografici), Anart (Associazione Nazionale Autori RadioTelevisivi), ASSTeatro (Associazione Sindacale Scrittori di Teatro), Comitato Millesoci, Centro Nazionale di Drammaturgia Italiana Contemporanea, Crea-Unione opere dell'ingegno, Fed. It. Art. (Federazione Italiana Artisti), SACT (Scrittori Associati di Cinema e Televisione), Siad (Società Italiana Autori Drammatici), Sindacato Nazionale Scrittori-CGIL, Teatro Lo Spazio. 

"Sono autori di musica, teatro, radio, cinema, televisione. Sono anche vedove e orfani di professionisti che hanno fatto la storia della cultura e dello spettacolo italiani. Ci sono anziani e disabili - dice la nota degli autori -. Alcuni sono personaggi noti ancora sulla cresta dell'onda, tanti sono coloro in prossimità di uscire dal mercato del lavoro. Dato che nel paese dell'arte nessuno ha mai pensato ad un welfare per gli 'artisti', si erano organizzati da soli e attraverso la Siae, che tratteneva una percentuale dai diritti d'autore avevano costituito un Fondo di Solidarietà, alimentato in maniera più consistente dai più fortunati, per garantire un piccolo assegno mensile per gli anni più difficili, perché il mestiere dell'autore è fatto di alti e bassi. Mille e 85, a cui se ne sarebbero aggiunti altri, che via via avrebbero potuto maturare il diritto. Senza chiedere un euro allo Stato, accantonando ben 87 milioni di euro".

Gli autori hanno le idee chiare: "A questo punto - conclude il comunicato - lo Stato è arrivato, non per aiutarli naturalmente, ma per impedire questa mutua assistenza, che è anche un riconoscimento professionale, per impedire loro la gestione dei loro soldi, per imporre attraverso il Commissariamento della Siae, la chiusura del Fondo di Solidarietà, da un giorno all'altro, senza preavviso. Leggi, sentenze, impedimenti, normative vecchie e inadeguate, che da un lato vengono utilizzate per non permettere a centinaia di persone di avere questa piccola, ma indispensabile risorsa, dall'altro per non restituire i soldi accantonati o per dirottarli ad altro scopo".

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