Terreni fumanti dopo interramento di rifiuti speciali: 23 indagati alle porte di Roma

L'operazione Smokin' Fields era cominciata nel 2014 dopo la denuncia presentata dai cittadini del Comune di Pontinia

Operazione Smokin' Fields

Smokin' Fields, ovvero terreni fumanti. E' il nome dell'operazione che ha portato ad indagare 23 persone ed a sequestrare 3 aziende, 4 appezzamenti di terreno ed una discarica nelle province di Roma e Latina.

Sono accusati di aver sotterrato in dei terreni, fra cui dei fondi agricoli, dei rifiuti speciali spacciati come compost ma in realtà rifiuti a tutti gli effetti, e quindi destinati allo smaltimento in specifiche discariche. 

Il blitz alle prime luci di giovedì 13 giugno, con l'esecuzione dei provvedimenti emessi dal Tribunale di Roma – ufficio GIP, a seguito di richiesta dei pubblici ministeri della Procura di Roma- Direzione Distrettuale Antimafia, inerente ad una vasta operazione condotta dal Gruppo Carabinieri Forestale di Latina – NIPAAF e dal Compartimento della Polizia Stradale Lazio e Umbria – Sezione Polstrada di Latina – Distaccamento di  Aprilia (Latina).

Operazione Smokin Fields 2-3

In particolare, con l’ausilio dei Carabinieri Forestale dei Gruppi di Roma, Frosinone, Napoli e Salerno e dei relativi Reparti territoriali egli omologhi reparti della Polstrada, l’apporto tecnico del Raggruppamento Aeromobili Carabinieri di Pratica di Mare e il Reparto Volo della Polizia di Stato di Roma, si è proceduto al sequestro dei seguenti beni: 3 aziende operanti nel campo della gestione di rifiuti, due in Provincia di Latina ed una in Provincia di Roma; 1 discarica di proprietà di una società di Roma; 4 appezzamenti di terreno (due siti in comune di Pontinia e due in comune di Roma); 10 mezzi (tra autocarri, trattori, semirimorchi, escavatori); nonché il sequestro preventivo, anche per equivalente, del profitto del reato di attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti (art. 452 quaterdecies C.P.) quantificato in più di 1 milione di euro (1.013.489,21) nei confronti di tutti gli indagati coinvolti.

Contestualmente sono state eseguite 6 perquisizioni, sia domiciliari che presso laboratori di analisi nelle province di Roma, Frosinone e Napoli. Le persone indagate sono 23 oltre alle aziende.

VIDEO | Operazione Smokin' Fields 

I reati contestati sono per tutti gli indagati concorso in traffico illecito di rifiuti, nonché, per alcuni di essi, anche il falso ideologico in atto pubblico nella predisposizione di certificati di analisi, abbandono di rifiuti e discarica abusiva, e infine l’intralcio all’attività di vigilanza e controllo ambientale. Per le aziende inoltre viene contestato l’illecito amministrativo da reato, in quanto il reato di traffico illecito di rifiuti è stato commesso nell’interesse e a vantaggio delle società coinvolte. (D.Lgs. n. 231/2001).

L’attività investigativa, iniziata a partire dal 2014, è scaturita dai continui esposti di numerosi comitati presenti in comune di Pontinia (Latina) per l’emissione di miasmi maleodoranti provenienti, in particolare, da un’azienda produttrice di compost.

Le indagini sono state condotte per mesi, in maniera coordinata, da Polizia Stradale di Aprilia e Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Forestale – NIPAAF, del Gruppo CC di Latina con sopralluoghi e servizi sul territorio corredati da rilievi fotografici e con ricorso anche a penetranti strumenti tecnologici quali videoriprese da elicottero con telecamere di rilevazione geotermica, intercettazioni telefoniche ed ambientali, localizzazione di autoveicoli e telefoni cellulari con sistemi di rilevamento satellitare.

Operazione Smokin Fields 3-2

Gli accertamenti iniziali del NIPAAF di Latina e delle Stazioni Carabinieri Forestale hanno permesso di appurare che il materiale prodotto dall’azienda non poteva qualificarsi come compost, ovverossia come un materiale che serve da ammendante per i terreni e quindi per migliorare la qualità degli stessi, bensì come rifiuto; da continui e numerosi campionamenti effettuati, grazie al supporto tecnico di analisi effettuate da strutture pubbliche quale l’Arpa Lazio, sezione di Latina, (Agenzia Regionale Protezione Ambientale) si è potuto riscontrare il superamento di diversi parametri previsti dalla normativa di settore, inerente al corretto utilizzo di fertilizzanti e prodotti affini.

Le attività sono poi proseguite, in continua e costante sinergia tra i due Reparti investigativi, (Polizia Stradale di Aprilia e NIPAAF di Latina) anche mediante riprese video dagli elicotteri del Reparto Volo della Polizia di Stato, nonché con intercettazioni telefoniche ed ambientali a carico dei presunti responsabili delle gestioni illecite di rifiuti.

Si è potuto così constatare che il materiale prodotto dalla società di Pontinia veniva sversato in terreni non solo in zone vicine all’azienda stessa ma anche presso terreni siti in provincia di Roma. Oltre ad appurare che il sedicente compost, anche solo visivamente, non poteva classificarsi tale, si è accertato che gran parte di esso veniva interrato presso una discarica, sempre della provincia di Roma, proprio al fine di nascondere la cattiva qualità del bene prodotto.   

"Tutti gli indagati, nelle diverse qualifiche di amministratori, dipendenti delle società nonché di autisti di mezzi, proprietari dei terreni dove veniva spanso il compost, al fine di conseguire un ingiusto profitto, con più operazioni e attraverso l’allestimento di mezzi ed attività continuative organizzate, nel periodo compreso fra l'1 gennaio 2014 e il 5 ottobre 2018, gestivano abusivamente ingenti quantitativi (in quantità non inferiore a 57.577.500 tonnellate) di rifiuti speciali non pericolosi e segnatamente “compost fuori specifica” e percolato, trasportando, cedendo e abbancando detti rifiuti in più terreni trasformati in discariche abusive nonchè presso una discarica non autorizzata per tali rifiuti, conseguendo un risparmio di spesa valutabile in euro 1.013.489,21 limitatamente sulla quota parte pari a 7.980,23 tonnellate di compost prodotto e campionato da ARPA)".

Operazione Smokin Fields 4-2

L’impianto della società di Pontinia, formalmente adibito e autorizzato al recupero di rifiuti mediante produzione di “compost di qualità” (materia prima derivante dal trattamento dei rifiuti) produceva stabilmente, in violazione dell’autorizzazione AIA ingenti quantitativi di rifiuto, come attestato dalle numerose analisi condotte da ARPA Lazio, sezione di Latina, anche in epoche diverse (negli anni 2014, 2015, 2016, 2017) essendo il materiale prodotto, per uno o più parametri, non conforme a quanto previsto dalla normativa di settore (D.Lgs. n. 75/2010); pertanto esso non poteva essere sversato quale ammendante in fondi agricoli ma doveva essere classificato quale rifiuto e come tale smaltito presso discarica autorizzata.

Inoltre in almeno 55 occasioni venivano scaricati rifiuti costituiti da compost fuori specifica e percolato di processo provenienti dalla società di Pontinia all’interno della discarica.

Le altre società sequestrate sono le aziende che svolgono rispettivamente la gestione di alcune fasi della lavorazione del materiale in ingresso proveniente dalla raccolta differenziata dei comuni e la ditta che gestisce i trasporti, dunque i mezzi che effettuano i movimenti dall’impianto di Pontinia alla discarica romana. 

L’operazione, denominata “smokin’ fields” deriva dal fatto che i terreni sui quali veniva effettuato lo spandimento del compost, letteralmente “fumavano”, segno evidente di una mancata maturazione del materiale, che invece continuava a fermentare in corso d’opera, contravvenendo in tal modo ai più elementari principi di rispetto dell’ambiente, a cui si sarebbero dovuti attenere i responsabili degli impianti sequestrati.

"Tra i sequestri che riguardano siti e attività, c'e' anche un sequestro preventivo di un'ingente somma di denaro pari a circa un milione di euro". Le parole del procuratore facente funzioni di Roma, Michele Prestipino, nel corso della conferenza stampa sull'operazione "Smokin' Fields". "In indagini simili a questa si incontrano realtà diverse come enti pubblici, imprenditori privati e criminali comuni", ha spiegato Prestipino che ha ricordato le varie attivita' svolte dalla procura nel corso degli ultimi 3 anni.

"Con questo sequestro speriamo di restituire alla popolazione di quei luoghi una vita normale che era preclusa a causa delle esalazioni e degli odori nauseabondi che provenivano da quei siti - ha aggiunto il pm di Roma, Alberto Galanti -. Questa mattina abbiamo proceduto anche ad un sequestro preventivo pari a circa un milione di euro".

Nel corso dell'incontro con la stampa gli investigatori che hanno preso parte all'operazione hanno spiegato che "nei terreni della provincia di Latina in cui è stato interrato il finto compost sono piantati anche olivi e granturco e sono attigui ad altre piantagioni: il rischio che tramite le falde acquifere questo materiale possa aver inquinato le coltivazioni c'è ed è reale".
 

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