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Martedì, 7 Dicembre 2021
Cronaca

Finta baby squillo in rete, abbordava uomini usando materiale pedopornografico per fare sesso

In manette un 39enne che millantava un ampio giro di prostituzione in tutta la Capitale. Le indagini concluse dalla Squadra Mobile

Si fingeva una baby squillo attraverso annunci sul web, poi adescava pedofili usando materiale pedopornografico, infine svelava il proprio intento, quello di consumare rapporti omosessuali con gli uomini 'agganciati' su internet. A smascherare ed arrestare un 39enne originario di Taranto per detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico, gli agenti di polizia nell'ambito di una indagine coordinata dalla Procura di Roma. 
 
PROSTITUZIONE MINORILE - L’attività investigativa della Squadra Mobile di Roma e del commissariato Viminale, corroborata dalle competenze del Compartimento di Polizia Postale rientra in un più ampio scenario mirato al contrasto dello sfruttamento della prostituzione minorile e della produzione di materiale pedopornografico, in quanto l’indagato, già condannato con sentenza ancora non passata ingiudicato per reati della stessa specie, millantava un ampio giro di prostituzione che, a suo dire, avrebbe riguardato molte zone della Capitale.

MATERIALE PEDOPORNOGRAFICO - Le numerose attività, protratte per diverse settimane, fornivano chiari riscontri in merito allo spasmodico utilizzo di materiale pedopornografico da parte dell’indagato, che lo diffondeva non solo via web ma anche attraverso incontri con uomini adulti.

RAPPORTI OMOSESSUALI - Il pedofilo, infatti, aveva escogitato una vera e propria strategia per abbordare, attraverso chat e social network ,uomini interessati a incontri di natura sessuale con minorenni ma, all’atto di concretizzare quanto proponeva, svelava il proprio intento, quello cioè di consumare rapporti con lui stesso, utilizzando anche materiale pedopornografico che, infatti, è stato rinvenuto in notevole quantità. Sono tuttora in corso ulteriori accertamenti sulla condotta del 39enne, che si trova ristretto presso il carcere di Regina Coeli.

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