Cronaca Esquilino / Piazza dei Cinquecento

Rapita, segregata e costretta a prostituirsi per due anni

Un sabato sera salì a bordo di una vettura di grossa cilindrata. Iniziò così un incubo durato quasi due anni. Violentata e usata, è riuscita a scappare. Trovata a Termini

Verso le 7 di sera di domenica scorsa la Polizia è intervenuta per fermare quattro persone, due ragazze e due ragazzi che si inseguivano nei pressi della stazione Termini. Erano due coppie, una di romeni e una di albanesi. E' emerso subito che la coppia di albanesi stava cercando di difendere la ragazza romena, credendo che fosse vittima di un tentativo di rapina. Non era così.

Non si stava consumando nessun furto, la donna ha raccontato agli agenti un'altra storia, raccapricciante. Una storia che comincia due anni fa, quando lei, appena arrivata in Italia, aveva cominciato a prostituirsi intorno alla stazione Tiburtina. In un sabato sera come tanti le si presentò un suo connazionale a bordo di una grossa auto. Dopo aver consumato il rapporto, l'uomo si offrì di riaccompagnarla in albergo.

La rapì, la portò a Napoli. Fu l'inizio dell'incubo: fu violentata e informata che da allora in poi si sarebbe prostituita per lui, che gli avrebbe consegnato tutti i suoi guadagni. Fu violentata, minacciata, fu fatta vivere col terrore di ritorsioni contro la sua famiglia in Romania. Continuò ogni sera a portargli i suoi guadagni, che all'inizio furono notevoli ma poi andarono diminuendo. Fu costretta man mano ad abbassare i prezzi e aumentare il lavoro fino a quando, per niente soddisfatto dei guadagni, il suo aguzzino frustrato prese a violentarla sempre più spesso, per giorni, per ore.

Alcuni giorni fa è rimasta sola per un attimo, è riuscita a scappare, a chiamare un taxi, a farsi accompagnare alla stazione di Napoli Centrale, a prendere un treno per Roma. Il giorno dopo, mentre camminava nei pressi della stazione Termini lo ha visto, ancora lui, il suo aguzzino che si stava avvicinando; è scappata ed è stata raggiunta, ma è intervenuta la coppia di albanesi, e poi la Polizia.

Le indagini immediate degli investigatori hanno permesso di individuare il malvivente, B.R.C., 22enne romeno. Fatti i dovuti riscontri tra le dichiarazioni della ragazza e i movimenti del romeno, individuato grazie al gps della sua macchina, sono riusciti a fermarlo. Sul navigatore sono stati trovati anche tutti i luoghi a Napoli dove lei è stata costretta a prostituirsi. Altri riscontri nei registri degli alberghi dove era segregata e dal personale degli alberghi.

L’uomo, accompagnato negli uffici del Commissariato Viminale è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto. Dovrà rispondere di violenza sessuale, induzione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, lesioni e minacce.   

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