Martedì, 3 Agosto 2021
Cronaca

Uccisa e fatta a pezzi, arrestato uno spacciatore: in casa i vestiti sporchi di sangue di Pamela

In via Spalato, a Macerata, sono stati ritrovati i vestiti sporchi di sangue, altre tracce ematiche, una siringa e lo scontrino di una farmacia

Ci sono "prove inoppugnabili" alla base del fermo del 29enne nigeriano nell'ambito delle indagini per la morte di Pamela Mastropietro, la 18enne romana fatta a pezzi e occultata in due trolley. In casa dell'accusato, in via Spalato a Macerata, sono stati ritrovati i vestiti sporchi di sangue, altre tracce ematiche, una siringa e uno scontrino di una farmacia. E proprio questi indizi inchioderebbero Innocent Oseghale, nigeriano con permesso di soggiorno scaduto e precedenti per spaccio.

Le ultime tracce di Pamela Mastropietro

Uscendo da casa di Innocent, si possono percorrere all'indietro le ultime tracce certe di Pamela Mastropietro in vita. E' quello che hanno fatto i carabinieri di Macerata. Siamo nella tarda mattinata di martedì 30. Le telecamere di una farmacia mostrano Pamela seguita a breve distanza dal 29enne. Dalle testimonianze raccolte proprio lì, in quella farmacia, la 18enne ha comprato la siringa utile, secondo l'ipotesi, per iniettarsi la dose che - questa è la ricostruzione dei militari - Oseghale le aveva procurato. A confermare il racconto ci sono appunto lo scontrino, proprio della farmacia, e la siringa. 

In casa del nigeriano

Innocent però avrebbe fatto di più. Oltre alla dose, avrebbe offerto a Pamela anche un posto per consumarla: casa sua. Salgono insieme nell'appartamento di via Spalato. Ed è qui, secondo i carabinieri, che si sarabbe consumato il delitto. Restano i tanti, troppi, punti oscuri.

I dubbi da sciogliere

Come e perché si è arrivati dal consumo (eventuale) di droga all'omicidio? Dove è stata fatta a pezzi la giovane? Oseghale ha agito con dei complici? Un contributo decisivo arriverà dall'autopsia che fornirà risposte certe sull'assunzione eventuale di sostanze stupefacenti e sulla presenza di eventuali tracce che possano collocare la Mastropietro in altri luoghi. Lo stesso comandante dei carabinieri di Macerata ha dichiarato non chiuse le indagini.

Le dichiarazioni di Innocent Oseghale

Oseghale è stato interrogato durante la notte in presenza del suo legale e di un interprete e poi dichiarato in stato di fermo, a disposizione dell’autorità giudiziaria: nega di avere ucciso la ragazza. Ha ammesso di averla seguita, ma di aver poi perso le sue tracce. Oltre alle prove però i carabinieri di Macerata hanno nelle loro mani la testimonianza di un testimone che ha raccontato di aver visto l'accusato con due valige, le stesse in cui è stato occultato il corpo di Pamela, nei pressi del luogo del ritrovamento.

Riconoscimento ufficiale

Nel frattempo, questa mattina, la mamma di Pamela ha effettuato ufficialmente il riconoscimento. Era stata lei a denunciare ai carabinieri della stazione di San Giovanni la scomparsa della figlia da una comunità di recupero di Corridonia. Ieri il macabro ritrovamento con la madre che sino all'ultimo ha sperato non fosse lei. Oggi il tragico annuncio dato a parenti e amici attraverso il proprio profilo facebook.

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