Cronaca Centro Storico / Piazza Navona

La movida che cambia. Al centro i romani preferiscono la periferia

Passeggiata tra le principali piazze e vie di Roma per seguire le tendenze della movida capitolina. I romani disertano i locali del centro per dirigersi fuori, dove si balla fino al mattino

Sempre meno romani nei locali del centro. Un po' per la crisi, un po' per la diffusione del marketing online, i luoghi d'incontro storici della movida capitolina stanno diventando più meta di turisti curiosi piuttosto che di romani in cerca di divertimento.

CRISI, SOCIAL NETWORK E PR - I locali si assomigliano un po' tutti e la tendenza dei giovani è quella di organizzarsi le serate sui social network o affidarsi alle proposte dei PR, che però non sono convenienti per i gestori del centro. E si esce sempre più tardi, dopo le 23.00, per ballare sino all'alba, mentre non tutti i locali possono permettersi di chiudere dopo le 2.00. Senza contare l'aumento dei costi di gestione, gli intoppi burocratici e le varie ordinanze comunali. Per sopravvivere, dunque, non resta che ingegnarsi e dare un'offerta, la più ampia possibile che stracci la concorrenza. Basta guardarsi un po' intorno per rendersene conto: lungo le vie del centro è tutto un susseguirsi di insegne "Ristorante – cocktail bar", "Ristorante – caffé – cocktail bar" o "Cockail bar – ristorante". Così locali nati per l'intrattenimento del dopo cena si reinventano e propongono anche il pranzo e il tè delle cinque, mentre gli unici a mantenere ancora la propria identità sono certi pub, che continuano ad aprire verso le 21.00.

SEMPRE PIÙ TURISTI - Dai tavoli delle terrazze esterne ai locali provengono soprattutto le conversazioni in inglese, spagnolo o francese dei turisti che non si allontanano troppo dagli alberghi dove alloggiano, mentre i romani dopo cena si spostano, come ci spiega un ragazzo che lavora in un "risto-bar" di piazza Navona. "La crisi c'è. È un dato di fatto – sostiene Giuseppe, che gestisce un "ristorante – cocktail bar" in Campo de' Fiori – Non si vede più tanta gente in giro all'ora dell'aperitivo e dopo cena, soprattutto durante la settimana. I locali in stile americano o inglese riescono a richiamare gli stranieri, ma per attirare i romani bisogna ricorrere a Facebook e a Twitter, creare degli eventi, organizzare serate a tema, magari in collaborazione con qualche marchio che fornisca dei gadget". Ed è per lo più inutile affidarsi ai PR, spiegano i ristoratori, perché indirizzano i clienti soprattutto verso i locali che possono protrarre l'orario di apertura dopo le 2, ovvero a quelli fuori dal centro. Per non parlare del loro costo: negli ultimi anni la quota riscossa dai PR è schizzata al 35%, onere che a molti gestori non conviene sostenere.

ORDINANZA ANTI-ALCOL - Un po' a sorpresa, tra le note dolenti dei ristoratori capitolini non sembra rientrare l'ordinanza anti-alcol, emessa a luglio e protratta fino al 16 dicembre prossimo. A dispetto delle polemiche iniziali, infatti, la misura non sembra influire troppo sull'andamento della movida romana, anzi. "A dire il vero, noi ci abbiamo guadagnato – racconta Flavio – perché la gente tende a consumare di più all'interno del locale. C'è sempre qualcuno che non sa o non capisce che non può portare le bevande fuori, ma tutto sommato non abbiamo grossi problemi. Anche a livello di ordine e sicurezza, la situazione in piazza è migliorata". "L'unico neo è che le pattuglie vanno via dopo la chiusura dei locali – continua il ristoratore – e dopo le 2.00 non c'è più nessuno che controlli che chi ha alzato il gomito non faccia danni". Un punto a favore del Campidoglio, dunque. Ma i tavoli e i banconi dei bar restano pressoché deserti.

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