Nettuno, bancarotta fraudolenta: confiscati 16 milioni di beni ad ex consigliere comunale

L'imprenditore, ed ex consigliere del Pdl. era stato tratto in arresto nel 2012, dopo circa due settimane di ricerche insieme ad altre 2 persone, per bancarotta fraudolenta

Nella mattinata odierna, i Finanzieri del Comando Provinciale di Roma hanno eseguito la confisca di beni mobili ed immobili per un valore stimato di oltre 16 milioni di euro nei confronti di un sessantaseienne imprenditore romano ed ex consigliere Pdl del Comune di Nettuno, amministratore di 37 società operanti nel settore del commercio e dell’edilizia residenziale.

L’imprenditore era stato tratto in arresto nel 2012, dopo circa due settimane di ricerche, unitamente ad altre 2 persone, per bancarotta fraudolenta, a seguito di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma concernenti il preordinato fallimento della società cooperativa 'Capoverde Immobiliare'.

Un crac finanziario, quello scoperto dagli uomini del Nucleo di Polizia Tributaria della Capitale, di oltre 4 milioni di euro, drenati dalle casse aziendali e "fatti confluire nei conti correnti personali dell’indagato e di società appositamente costituite". L’attività investigativa, a suo tempo, ha consentito "di far emergere l’illecita condotta dell’ex consigliere comunale che, nella gestione delle suddette cooperative, aveva distratto le risorse versate dai soci e dalle banche erogatrici dei mutui per fini personali, impedendo, così, la conclusione dei lavori e la consegna agli aventi diritto delle abitazioni prenotate ed acquistate su progetto, tanto che gli stessi sono stati costretti a corrispondere, successivamente, una maggiorazione fino al 30% sul prezzo di acquisto per poter entrare in possesso dei beni già pagati. Inoltre, gli accertamenti economico-patrimoniali hanno palesato che l’imprenditore, negli anni, ha accumulato un patrimonio di entità sproporzionata rispetto ai modesti redditi dichiarati al Fisco", secondo i finanzieri.

Alla fine del 2013, il Tribunale di Roma – Sezione Misure di Prevenzione, alla luce del quadro probatorio raccolto nel corso delle indagini, "valutata la pericolosità pregressa ed attuale dell’imprenditore" ed "accertata la disponibilità di beni per un valore incoerente con i redditi dichiarati dal Valente e dai propri familiari", ha accolto la proposta della Procura della Repubblica della Capitale, disponendo il sequestro delle ingenti disponibilità del proposto.

Da ultimo, atteso che nel corso del procedimento a suo carico l'imprenditore ed ex consigliere Pdl "non è stato in grado di giustificare la legittima provenienza dei beni", il citato Tribunale ha disposto la confisca del patrimonio "illecitamente accumulato" nel tempo per un valore di oltre 16 milioni di euro. L’operazione del Nucleo di Polizia Tributaria ha consentito allo Stato, in tal modo, di acquisire definitivamente 42 immobili, 2 attività imprenditoriali (un bar e uno stabilimento balneare) e 5 autovetture.

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