Mafia Capitale, le prime ammissioni: "Così preparavo le buste per Buzzi"

A parlare, durante gli interrogatori di garanzia, è stata Nadia Cerrito, l'affidataria del registro di contabilità. La Cerrito ha ammesso di aver gestito un libro contabile sul quale erano annotate entrate, uscite e destinatari delle tangenti

"Finanzio giornali, faccio pubblicità, finanzio eventi, pago segretaria, pago cena, pago manifesti. Lunedì c’ho una cena da ventimila euro pensa (quella di Alemanno, ndr). "Questo è il momento che paghi di più perché stanno le elezioni comunali, poi per cinque anni…poi paghi soltanto…mentre i miei poi non li paghi più poi quell’altri li paghi sempre a percentuale su quello che te fanno. Questo è il momento che pago di più… le comunali, noi spendiamo un sacco di soldi sul Comune". A parlare è Salvatore Buzzi. Suo interlocutore è un collaboratore dello stesso, Giovanni Campennì. La conversazione è finita intercettata e quindi nell'ordinanza firmata dal Gip Costantini. Millanterie da Mafia Capitale, fino a ieri. Già perché qualcuno, nel corso degli interrogatori avvenuti ieri in procura, ha ammesso che dei pagamenti venivano effettivamente effettuati.

Si tratta di Nadia Cerrito, l'affidataria del registro di contabilità. La donna, detenuta in carcere ha risposto alle domande del gip Flavia Costantini in sede di interrogatorio di garanzia. La Cerrito ha ammesso di aver gestito un libro contabile sul quale erano annotate entrate, uscite e destinatari delle tangenti.

A quanto si apprende la Cerrito non preparava solo le buste paga per i dipendenti. "Sotto indicazione di Buzzi riempivo anche le buste con altro denaro di importi" che potevano arrivare fino a 10mila euro. Su ogni busta c’era una 'B.' con il relativo importo e venivano tutte custodite in una cassaforte. Poi, secondo quanto ricostruito dalla donna, le consegnava a Buzzi.

L'ipotesi, corroborata da molte intercettazioni, è che Buzzi avesse da un lato una serie di personalità a libro paga e dall'altro che tenesse a stipendio fisso alcuni personaggi. Sulla Cerrito si scrive infatti che "è stato documentato come l’indagata gestisse la cassa illecita dell’organizzazione e, in particolare, i movimenti di denaro contante, utilizzati da Buzzi per remunerare Franco Panzironi, Massimo Carminati, Marco Clemenzi, Claudio Bolla e Salvatore Forlenza".

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