Sabato, 18 Settembre 2021
Cronaca Centro Storico / Via Arenula

Lacrimogeni dal Ministero, Severino: “Indagini chiuse, lanciati dal basso”

Il ministro Severino conferma l'ipotesi secondo cui il lacrimogeno in via Arenula è stato sparato dal basso e, dopo aver colpito il Ministero, sarebbe ridiscesco in tre parti

“L'indagine è praticamente conclusa. Da sabato l'originale del rapporto del Racis evidenzia con altissimo margine di probabilità che il lacrimogeno è partito dal basso, ha raggiunto la facciata dell'edificio e si è diviso in tre parti ricadendo sulla strada".

Il ministro della Giustizia Paola Severino torna a parlare dei lacrimogeni lanciati durante la manifestazione del 14 novembre scorso. Da quando è stato diffuso il video che ritrae dei lacrimogeni che sembrano essere sparati dal Ministero di Grazia e Giustizia le polemiche non si sono arrestate e il ministro ha avviato un'indagine per stabilire cosa sia accaduto e, soprattutto, da dove siano stati efffettivamente sparati.

Secondo il rapporto non sembrano esserci più dubbi: il lacrimogeno è stato sparato dal basso, ha colpito il Ministero e si è franto in tre parti che sono poi ricadute verso il basso dove c'erano i manifestanti.

A supportare questa tesi concorrebbero, secondo quanto ha spiegato il ministro, anche altri fattori: “Dalla visione completa delle registrazioni delle telecamere - all'ingresso del ministero - risulta che non ci sono stati accessi di estranei al ministero della Giustizia" spiega Severino.
C'è forse da tirare un sospiro di sollievo allora, perché se le cose fossero andate anche in modo leggermente diverso, il lacrimogeno delle forze dell'ordine sarebbe potuto entrare all'interno del Ministero e provocare conseguenze molto gravi.

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“Ho voluto fare indagini più complete - ha aggiunto - e ho disposto che fossero acquisite le registrazioni delle telecamere agli ingressi del ministero, per verificare se ci fossero stati accessi di persone non appartenenti al ministero". Accessi che "non ci sono stati. Analogo risultato - ha proseguito il ministro - ha dato l'ascolto dei dipendenti, che sono stati tutti sentiti, in particolare quelli del quarto piano", su cui affaccia la finestra vicino alla quale è rimbalzato il lacrimogeno. "Tutti hanno negato che ci fossero stati accessi nelle loro stanze. E questo conferma ulteriormente che il lacrimogeno è partito dal basso". "Ulteriori accertamenti - ha detto Severino - li ho disposti per verificare se fosse agevole salire sul tetto: la risposta su questo aspetto non è definitiva ma è rassicurante".



Inoltre, alcune persone all'interno del Ministero avrebbero testimoniato di aver sentito il rumore dell'impatto del lacrimogeno con la parete dell'edificio.
Dalle testimonianze raccolte tra il personale del ministero, risulta che "è stato sentito un grande urto sul muro" nel momento in cui il lacrimogeno ha impattato sulla facciata del palazzo. Lo ha detto il ministro della Giustizia Paola Severino tornando al termine di un convegno sul caso dei lacrimogeni durante lo "sciopero europeo" di mercoledì scorso. Il forte rumore causato dall'urto ha prodotto anche "spavento" tra le persone presenti al ministero.


L'indagine interna è chiusa ma il ministro, che da subito ha voluto vedere chiaro sulla faccenda, ha deciso di rendere pubblici i risultati degli accertamenti: “Ho deciso di muovermi in questo modo - ha spiegato Severino perché "la Procura potrebbe avere ulteriori mezzi investigativi migliori dei miei; e perché se qualcuno ha delle fonti diverse possa sentirsi libero di andare in procura e denunciare le proprie convinzioni".

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