Cronaca Torre Maura / Via dei Balestrucci

Isis: chi era Karlito Brigante, il "foreign fighter" di Torre Maura

Prima del 2004 scontò una pena di 15 anni in Italia per rapine, lo scorso 2 novembre l'arresto su mandato internazionale, poi i sospetti dei Carabinieri e il futuro da combattente pronto a raggiungere le milizie dell'Isis

Abitava in via dei Balestrucci, fra Torre Maura, Torre Spaccata e Tor Tre Teste, Vulnet Makelara, alias Karlito Brigande, dal celebre protagonista di Carlito's way. Quarantuno anni, di origine macedone, in prigione da novembre per un mandato di arresto internazionale, è l'uomo arrestato sabato scorso dai Carabinieri del Ros con l'accusa di associazione con finalità di terrorismo. Tutte le prove contro di lui sono nel telefono cellulare, e nelle continue comunicazioni con Firas Barhoumi, "foreign fighter", anche lui raggiunto da un'ordinanza di custodia cautelare, transitato in Italia prima di partire per Iraq nelle file del califfato, e "combattere gli infedeli". 

DA CRIMINALE... - Nel condominio di quella stradina nella più invisibile delle periferie romane, non lo conosceva nessuno. Non aveva mai dato nell'occhio. Un fantasma che nelle mura del suo appartamento ordiva trame contro "i miscredenti". Una lunga storia quella di Karlito: prima del 2004 scontò una pena di 15 anni in Italia per rapine, poi fu arrestato di nuovo a Skopje perché accusato di essere un trafficante di uomini. E ancora in manette il due novembre scorso per reati di "lesioni personali gravi, pericolosità pubblica, detenzione illegale di armi e materiale esplosivo, aggressione a pubblico ufficiale", su mandato internazionale. 

...A JIDHISTA - E' da qui che è partito l'altro filone di indagine: l'uomo era pronto per unirsi ai miliziani dell'Isis. O almeno così sembra chiarissimo dall'analisi dei dati dei quattro telefonini trovati nell'appartamento perquisito. Aveva un filo diretto con Barhoumi, che lo aveva arruolato tra il 2014 e il 2015, durante i mesi trascorsi insieme in carcere a Rebibbia. Erano rimasti in contatto, e mentre Barohumi pare dai documenti analizzati si trovasse già in Iraq pronto a progettare attentati in nome di Allah, anche Brigande sembrava pronto a partire, accogliendo l'invito dell'amico.

"Anche se tu vuoi venire qua...posso sistemare tutto per te, programma così anche con documento falso così tu puoi venire..." è scritto nelle intercettazioni riportate nell'ordinanza emessa dal gip di Roma Elvira Tamburelli. La risposta non lascia spazio a dubbi sulle intenzioni di Brigande: "Fratello mio, ma io già sono preonto se...mi puoi scrivere le strade, le cose, come faccio, da dove cerco pian piano di arrivare là, inshallah". 

Non è il primo jidhista o presunto tale a finire in manette nella periferia di Roma, da mesi attenzionata dalle forze dell'ordine per la fitta presenza di comunità musulmane, e centri culturali islamici trasformati in luoghi di preghiera, specie fra Torpignattara e Centocelle, nell'area est della Capitale. Proprio qui, nella moschea Al Huda, venne arrestato Osman Hussain, uno degli attentatori del metrò di Londra nel 2005. 

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