Lunedì, 2 Agosto 2021
Cronaca

Da Usa, Germania e Israele pochi dubbi: "Roma è nel mirino dell'Isis"

Mossad e Cia avrebbero nviato nei giorni scorsi informative in cui si analizzano i possibili scenari, senza però indicare elementi concreti di rischio. Confermata la non veridicità del video anti Roma

L'Isis mette il Vaticano nel mirino. Sembrano esserci sempre meno dubbi sul fatto che Roma e, in particolare la zona di San Pietro, saranno il prossimo obiettivo dei terroristi dell'Isis. La terribile minaccia, riferita in apertura del telegiornale dalla tv di Stato israeliana, Canale 1, arriva a poche ore da un altro allarme, "Roma è nel mirino", riferita dalla Bild tedesca, che cita a sua volta informazioni ottenute dalla National Security Agency (Nsa) americana.

Gli stessi servizi italiani confermano l'allarme giunto da Israele e Stati Uniti, precisano che Mossad e Cia avrebbero inviato nei giorni scorsi informative in cui si analizzano i possibili scenari, senza però indicare elementi concreti di rischio.

Il ministro degli interni Alfano ha parlato di "monitoraggio di aree e soggetti a rischio in atto relativamente a possibili cellule dormienti ma non possiamo dirle cancellate. La nostra allerta è massima". Secondo Alfano "non esiste in questo momento un Paese a rischio zero". E il titolare della Farnesina, Paolo Gentiloni, ha però avvertito: "Ignorare la minaccia di allarmi che puo' coinvolgere l'Italia sarebbe un errore".

Ieri nella zona intorno a Piazza San Pietro e al Vaticano, in occasione dell'Angelus di papa Francesco, e' stata dispiegata una presenza massiccia delle forze di polizia. Sono state schierate un maggior numero di pattuglie sia di polizia che di carabinieri in tutta l'area circostante.

Scema invece l'allarme sul video di minacce a Roma: "Contrariamente a quanto riportato da media e funzionari", scrive la fondatrice del Site, il sito di monitoraggio dell'estremismo islamico sul web, Rita Katz, "l'Isis non ha pubblicato nessun video con minacce di nuovi attacchi all'Occidente negli ultimi due giorni". I video diffusi sono "una compilation" di vecchi filmati Isis, pubblicati da una fonte, "Muhajir Al-Qahtani Media", che non e' collegata allo Stato islamico, afferma.

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