Cronaca Garbatella / Via del Porto Fluviale

Furti in serie in ristoranti ed hotel della Capitale, sgominata gang di sudamericani

La banda ha messo a segno numerosi furti anche con la cosiddetta tecnica delle chiavi a terra. Nove le persone arrestate, 4 quelle denunciate

Una gang di sudamericani specializzata nel depredare i clienti di ristoranti e hotel della Capitale ma anche ignari automobilisti, derubati con la truffa delle chiavi e terra. A decapitare la banda sono stati i Falchi della Squadra Mobile di Roma nell'ambito di una articolata indagine conclusa con l'esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di una 35enne originaria del Perù. Un arresto che è solo l'ultimo atto dell'attività della Sezione Crontasto Crimine Diffuso che gli investigatori romani, coordinati dalla Procura della Repubblica di Roma, hanno condotto negli ultimi mesi per fronteggiare il fenomeno delle centinaia di furti con destrezza commessi nella Capitale da sudamericani, dallo scorso anno.

La tecnica delle chiavi a terra 

Due le tecniche più utilizzate. La prima consiste nel distrarre la vittima con la scusa delle chiavi a terra: le vittime, quasi sempre donne, vengono avvicinate da due o tre persone mentre sono in procinto di salire a bordo della propria autovettura dopo aver effettuato acquisti. Uno di loro si avvicina all’autovettura dicendo alla donna che le sono cadute le chiavi, in realtà gettate da un complice, lei si china per raccoglierle e non si accorge che un’ altra persona si è introdotta dal lato passeggero sottraendole la borsa e gli effetti personali. Un terzo complice, in attesa nei pressi a bordo di un’autovettura, preleva i due ladri per poi darsi alla fuga.

Furti in hotel e ristoranti 

L’altra tecnica consiste nel sottrarre le borse delle vittime all’interno di ristoranti o alberghi, approfittando della confusione che si genera  in luoghi animati dalla presenza di numerose persone. In questi casi, i soggetti si muovono discretamente tra i tavoli e, individuate le borse di maggior pregio appoggiate sulle sedie degli avventori, si avvicinano, di solito con una giacca in mano,  nascondendo la refurtiva sotto l’indumento.

Furto da 100mila euro a Monte Mario 

Proprio questa seconda tecnica è stata osservata nel caso di un furto commesso in danno di una turista americana alla quale, nell’agosto scorso, fu sottratta una borsa di notevole valore, contenente 100 mila dollari in preziosi, presso un hotel nella zona di Monte Mario.

La Renault Modus usata dalla gang 

In quell’occasione, le immagini di video sorveglianza ripresero un uomo che, dopo aver commesso il furto, uscì tranquillamente dall’albergo, per essere prelevato da un complice a bordo di una Renault Modus, risultata, come spesso accade, intestata ad un prestanome.

Autore del furto a Monte Mario 

Le indagini subito avviate hanno permesso di risalire agli autori del clamoroso furto commesso nei primi giorni di dicembre, quando incrociando i dati ricavati da alcuni siti internet con il database in uso alle forze di polizia, i poliziotti hanno riconosciuto l’autore del furto in argomento.

Da ladro alla coppia fratello-sorella 

L’immagine della fotosegnaletica, confrontata con quella ripresa dall’impianto di videosorveglianza dell’hotel, attraverso i sofisticati sistemi di comparazione antropometrica in uso al Gabinetto Interregionale di Polizia Scientifica della Questura, ha dipanato ogni dubbio sull’autore. Da quel momento, analizzando le frequentazioni del medesimo, è stato possibile risalire alla 35enne ed al fratello, allo stato non risultati implicati nello specifico episodio.

Residenti ad Ostia 

Individuata la loro dimora ad Ostia i tre, sospettati di concorrere tra loro nei furti messi a segno nella Capitale, sono stati pedinati per giorni fino a quando, la sera del 4 novembre scorso, a bordo della stessa Renault Modus, hanno deciso di razziare i ristoranti del centro storico romano.

Furti di borse in ristoranti ed hotel 

In uno di questi furti, tuttavia, i “Falchi” della Polizia di Stato sono riusciti ad intercettare in flagranza i tre ed a ricostruirne la serata criminale: alle 21:00, i tre si recavano presso un ristorante di via del Porto Fluviale (zona Ostiense) e, mentre il più giovane rimaneva in macchina, la donna e l’altro uomo si insinuavano tra i tavoli sottraendo la borsa di un italiano, con tutti gli effetti personali; alle 22:00, colpivano un ristorante in via Properzio, quartiere Prati, dove rubavano una borsa di ingente valore ad una ragazza, contente effetti personali, cellulari e denaro; alle 22:08 venivano ripresi dalle telecamere di uno sportello bancomat mentre, utilizzando il bancomat appena sottratto alla ragazza, prelevavano dal conto corrente centinaia di euro. Alle 22:15, non paghi, entravano in un ristorante di piazza San Pantaleo, zona piazza Navona ed asportavano una borsa di un’altra cliente che non si avvedeva di nulla.

Primi arresti 

In quel momento, però, due pattuglie dei Falchi, che avevano assistito al furto mescolati tra i clienti, li bloccavano e traevano in arresto. Ricostruite le diverse vicende della serata, tutta la refurtiva veniva restituita alle vittime. Nel corso delle perquisizioni successive all’arresto, presso l’abitazione della donna veniva ritrovato uno zaino di una prestigiosa marca, del tutto identico a quello asportato da ladro  in occasione del furto all’albergo di Monte Mario del 30 agosto.

Fuga all'estero 

I tre, condotti l’indomani dinanzi all’Autorità Giudiziaria, venivano condannati con pene dai 6 agli 8 mesi di reclusione ma, una volta liberati,  si erano resi irreperibili fuggendo all’estero, tanto da indurre i poliziotti della Squadra Mobile, che avevano ottenuto nel frattempo dall’autorità giudiziaria una ordinanza di custodia cautelare in carcere a loro carico,  ad inoltrare una nota di ricerca anche in area Schengen.

Incastrati dal profilo social 

Tuttavia, monitorando costantemente il profilo social della 35enne, gli investigatori notavano che la stessa, dopo mesi di silenzio, la notte del 19 febbraio postava una foto ed un commento che rivelavano il suo ritorno in Italia dopo la fuga. Nonostante questo post fosse stato rimosso dalla donna poche ore dopo, l’errore banale consentiva ai poliziotti di individuarla, catturarla e condurla presso il carcere di Regina Coeli.

Batteria di ladri peruviani 

A seguito del considerevole numero di furti della stessa specie registrati sul territorio capitolino, è stata avviata un’intensa attività di indagine che ha consentito sinora di individuare, oltre a quella descritta, diverse “batterie” di soggetti, tutti sudamericani, che, coordinati ed in concorso tra loro, si muovevano tra i centri commerciali, alberghi e ristoranti della città con il modus operandi sopra descritto.

Arresti e denunce 

All’esito delle indagini, tutt’ora in corso, la Polizia di Stato ha tratto in arresto 8 persone e denunciate 4, recuperato centinaia di borse rubate, parte delle quali restituite ai legittimi proprietari. Per altri soggetti, tra i quali i due peruviani complici della 35enne, sono ancora in corso le ricerche finalizzate all’esecuzione di ordinanze di custodia cautelare in carcere.

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