Bimba picchiata a Genzano, il compagno della mamma: "Piangeva troppo. Non volevo"

Federico Zeoli, di 25 anni, è stato arrestato con l'accusa di tentato omicidio e portato al carcere di Velletri

Foto dal profilo Facebook di Federico Zeoli

"È stato un raptus. Piangeva troppo forte. Non volevo", si è sarebbe giustificato Federico Zeoli, il 25enne di Campobasso arrestato con l'accusa di tentato omicidio per l'aggressione ad una bambina di 22 mesi, figlia della sua compagna. 

Solo pochi giorni fa Federico Zeoli, che secondo quanto riportano fonti della Questura ha precedenti di polizia per stalking e lesioni, aveva pubblicato sul profilo Facebook una foto sorridente assieme alla bambina e alla sua gemellina. 

La piccola bimba di 22 mesi è attualmente ricoverata nel reparto di rianimazione dell'ospedale Bambino Gesù di Roma. I medici le hanno trovato segni di graffi, morsi, diverse ferite sul corpo, e un ematoma cerebrale. E' in uno stato di sedazione profonda, una sorta di coma farmacologico, necessario per far riassorbire l'ematoma.

La coppia vive insieme da un paio di mesi e le indagini, ora, si stanno concentreranno anche per capire se ci siano stati altri casi simili in precedenza. Secondo quanto si è appreso, alcune escoriazioni sul corpo della bambina non sarebbero recenti.

La vicenda andata in scena a Genzano riporta alla mente la tragica morte di Giuseppe, il bambino di 7 anni morto a Cardito solo poche settimane fa, per le botte ricevute. Anche in quel caso l'autore delle violenze fu il compagno della madre che si accanì su di lui e sulla sorellina colpendoli con pugni e anche con una scopa.

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Per Giuseppe, in quel caso, non ci fu nulla da fare. A finire in manette con le accuse di omicidio aggravato e tentato omicidio il 24enne Tony Essobdi Bedra, nato ad Acerra e compagno della mamma dei piccoli. 

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