Nudi contro le pellicce di Jean Paul Gaultier: tensione durante la protesta animalista

I manifestanti hanno dato vita a uno spogliarello di protesta contro l'impiego di pellicce e a favore di una comunicazione pubblicitaria che rispetti il mondo animale. Scontri con la security, diversi feriti

Foto da www.animalisti.it

Blitz di 'Animalisti italiani' ieri pomeriggio davanti agli ingressi di AltaRoma, al Salone di Santo Spirito in Sassia: una cinquantina di esponenti dell'associazione animalista, hanno manifestato  tentando di impedire l'accesso alla sfilata di Jean Paul Gaultier. 

SPOGLIARELLO E SCONTRO  - Gridando "assassini, assassini" gli animalisti si sono liberati delle proprie vesti sulle note della celebre "You can leave your hat on": sui corpi nudi campeggiavano scritte come "Fur is dead" o "Jean Paul Gaultier assassino". Dopo quest'azione di protesta ci sono stati attimi di tensione e scontro con gli addetti alla sicurezza dell'evento, a seguito dei quali Walter Caporale, presidente degli Animalisti Italiani, è stato portato via con un'ambulanza a causa dei calci e degli spintoni ricevuti dagli uomini della security. Sono finiti in ospedale anche il coordinatore nazionale della onlus, Enrico Rizzi e altri due dimostranti.

CAPORALE: "PASSEREMO ALLE VIE LEGALI" - Caporale promette battaglia dopo quanto accaduto: “Abbiamo attivato il nostro ufficio legale e daremo seguito alle denunce del caso. Una protesta verso la moda che non può più sfilare in passerella con il sacrificio, la sofferenza e la morte degli animali. In un momento di crisi economica come quello che stiamo vivendo, non si può dare un ulteriore schiaffo ai poveri, proponendo pellicce costose, a danno dei più deboli e di chi non ha voce. La moda italiana non può ridursi a questo tipo di appuntamenti promossi come Evento dell'Alta Moda romana.

IL PROFUMO - Lo stilista francese, da sempre considerato uno dei più 'efferati', è finito nel mirino degli animalisti dopo aver promesso di portare in passerella piume e pellicce. Oggetto della protesta, inoltre, è stata la campagna pubblicitaria di un profumo (sempre di JPG) chiamato "Le Beau male" che gioca sull'assonanza tra le parole male (maschio) e mal (male), in cui un modello bello e dannato, domina una pelle d'orso con atteggiamento di sfida.

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CAMBIAMENTO CULTURALE - La protesta, dunque non era mirata soltanto all'uso di derivati animali per il confezionamento dei capi, ma anche ad un cambiamento delle dinamiche pubblicitarie e comunicative della moda. Come affermano gli stessi animalisti: “BIsogna smetterla di trasformare la sofferenza degli animali in borse, cinture e pellicce. Vogliamo che la moda si faccia partecipe di un grande mutamento culturale. Creativi e responsabili della comunicazione di massa, non possono più ignorare l’importanza del rispetto verso il mondo animale. Se si provasse ad abbinare i propri interessi commerciali a un nuovo, più generoso atteggiamento, siamo certi che troverebbero forti riscontri da parte di un pubblico sempre più sensibile alla natura”.

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