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Epatite sconosciuta nei bambini: "Nel Lazio un caso sospetto senza complicanze"

A segnalarlo è l'assessore alla sanità della regione Lazio Alessio D'Amato

Un caso di epatite a eziologia ignota sarebbe stato riscontrato nella regione Lazio. A darne notizia è l'assessore alla sanità Alessio D'Amato che in una nota spiega: "Nel Lazio potrebbe essere stato individuato un caso sospetto di epatite sconosciuta. Si tratta di un episodio senza alcuna conseguenza all'attenzione dell Istituto Spallanzani che sta procedendo con esami di metagenomica". 

D'Amato inoltre aggiunge che "ci vorranno analisi approfondite per stabilire le cause, ma non c'è stata nessuna complicanza e  ora sta bene. La segnalazione è pervenuta al Servizio di sorveglianza regionale di malattie infettive SERESMI dell'Istituto Spallanzani che è in stato di attenzione".

Ricordiamo che al Bambin Gesù è ricoverato un bambino di Prato di 3 anni a cui è stata riscontrata una sofferenza epatica. Dalle analisi la problematica non è riconducibile a nessun ceppo di epatite conosciute (di tipo A,B,C,D,E). Non è escluso che possa trattarsi di un caso sospetto di epatite acuta pediatrica, la patologia misteriosa che è stata rilevata in aumento fra i bambini dall'inizio dell'anno in Gran Bretagna e in altri paesi d'Europa, ma i medici su questo punto non vogliono sbilanciarsi.

Le misteriose epatiti dei bambini. Tutto quello che c'è da sapere

"Serve cautela nell'attribuirli. Le segnalazioni di cui si parla in queste ore vanno filtrate, non sono ancora definitive. Per esserne certi dobbiamo verificare che abbiano le caratteristiche descritte nei piccoli pazienti inglesi dove, da gennaio, si è registrato il fenomeno. Gli elementi distintivi sono: l'età tra i 3 e i 6 anni, le transaminasi molto elevate, l'assenza di altre cause. Certamente ci sono stati casi di epatite acuta severa in alcuni centri, che però non sono necessariamente legati a questo allarme. Dobbiamo capire anche se c'è una maggiore concentrazione di casi. Al momento non lo sappiamo. Si tratta di una situazione in evoluzione. Bisogna essere prudenti anche nelle segnalazioni", ha spiegato il dottore Giuseppe Maggiore, direttore dell'epatogastroenterologia e trapianti di fegato del Bambino Gesù di Roma. 

Ieri altri due casi sono stati segnalati in Lombardia. 

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