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Coronavirus, Lazio regione a basso rischio. Il report dell'Iss: "Restare a casa il più possibile"

D'Amato rassicura: "Le varianti circolano, qui da noi si sono 'affacciate' ma stanno circolando meno che in altre regioni"

Sono otto le regioni con rischio basso, e il Lazio è tra questa. Lo evidenzia la bozza del monitoraggio della cabina di regia Iss-Ministero della Salute con i dati relativi alla settimana dall'8 al 14 febbraio che, in sostanza, conferma le sensazioni dell'assessore alla sanità regionale Alessio D'Amato proiettando il Lazio ancora in zona gialla per i prossimi giorni.

Secondo l'analisi dell'Istituto Superiore di Sanità, però, il livello di incidenza a nazionale "è in lieve aumento e l'Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,99 (range 0,95- 1,07), in crescita rispetto alla settimana precedente e con un limite superiore che comprende l'uno". Il Lazio, stando ai dati forniti dalla Regione, è a 0,95.

"Ci sono cali di tassi di occupazione sia di posti letto di area medica sia di terapia intensiva, con un calo di incidenza epidemiologica. Sono dati che ovviamente meritano la massima attenzione - ha aggiunto D'Amato oggi - ma tecnicamente dovrebbero confermare la zona gialla".

"Restate in casa"

Quello che preoccupa, però, sono le varianti. Le "nuove evidenze, basate su analisi preliminari nel Regno Unito, portano a ipotizzare un aumento della gravità di malattia, con maggiore rischio di ospedalizzazione e di decesso per i casi" di Covid-19 "con variante inglese. Inoltre la maggiore trasmissibilità della variante inglese si traduce in un maggior numero assoluto di infezioni, determinando così un aumento del numero di casi gravi", si legge nel report con l'Iss che consiglia: "È fondamentale che la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie e di rimanere a casa il più possibile. Si ricorda che è obbligatorio adottare comportamenti individuali rigorosi e rispettare le misure igienico-sanitarie predisposte relative a distanziamento e uso corretto delle mascherine". 

Vaccino ReiThera-Spallanzani

E proprio l'Istituto Superiore di Sanità, insieme all'Aifa, ieri hanno dato l'ok alla fase due del vaccino ReiThera-Spallanzani. Una novità sottolineato dallo stesso D'Amato a margine dell'inaugurazione dell'acceleratore lineare per radioterapia al Policlinico Tor Vergata di Roma.

Il vaccino è in fase di sperimentazione all'Inmi Spallanzani di Roma. D'Amato ha precisato che la Regione "spera di concludere entro l'estate anche la fase 3 e di conseguenza di iniziare la produzione da settembre che - secondo ReiThera - sarebbe di 100 milioni di dosi all'anno". Ieri, invece, lo Spallanzani aveva dato parere positivo al vaccino russo Sputnik.

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