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Il cuore grande di Roberta: la sua eredità per "residenza Vanessa", casa per i malati ematologici

L'associazione ospita gratuitamente migliaia di malati e loro parenti in alloggi dove trascorrere i periodi di ricovero. A via Forlì 15 stanze saranno ristrutturate grazie alla donazione di una donna deceduta nel 2020

Fornire ai pazienti con malattie del sangue un'assistenza che vada oltre l'ospedale, permettendo anche alle famiglie di rimanere vicino ad un caro sofferente, senza spese ulteriori e vicino agli ospedali luogo di ricoveri e terapie. E' questo lo scopo delle Case Ail, associazione italiana contro leucemie, linfomi e mieloma, spesso frutto di lasciti testamentari. 

In Italia ce ne sono 73 in divese regioni, attualmente 3.772 le persone ospitate in un anno di cui 1.647 adulti, 197 bambini e 1.928 familiari. "Le Case alloggio sono dotate di strutture e servizi volte ad andare incontro alle necessità di chi soffre - spiega l'associazione - , consentendo a pazienti e familiari di vivere con maggior serenità, mentre lottano contro le malattie del sangue". Secondo recenti studi citati dal'Ail, i trapiantati ospitati in questi alloggi hanno un rischio minore di contrarre infezioni post-operazione rispetto a chi, invece, è costretto all'ospedalizzazione. "Le case Ail rappresentano una realtà fondamentale per l’assistenza socio-sanitaria dei malati ematologici in Italia - le parole del professor Sergio Amadori, presidente nazionale di Ail - : in queste strutture il paziente può soggiornare in un ambiente confortevole, durante il periodo della cura assieme ai suoi familiari. Un modo questo per evitare lunghi e costosi periodi fuori casa, in particolare quando si risiede lontano dai centri di terapia".  

L'eredità di Roberta

A Roma, in particolare, c'è una residenza per malati emotologici in via Forlì, inaugurata nel 1992 e che godrà di importanti interventi di ristrutturazione grazie alla generosità di chi ha vissuto la sofferenza della malattia. E' il caso di Roberta, paziente ematologica deceduta un anno e mezzo fa prima di compiere 60 anni, malata da vent'anni: dopo aver visto un servizio televisivo su "Residenza Vanessa", ha deciso di lasciare il suo appartamento da 200.000 euro all'associazione "con l’auspicio che l’Associazione possa destinarlo al servizio di Casa AIL per accogliere i pazienti in cura a Roma che vivono fuori regione”, è scritto nel testamento formalizzato nel 2019. Grazie a questo lascito, quindi, l'associazione sostituirà gli infissi interni ed esterni, rifarà la cucina, sostituirà alcuni pavimenti ormai usurati, sistemerà il giardino, restaurerà intonaco e pittura, rifarà quasi completamente gli arredi e la dotazione di biancheria per ognuna delle 15 stanze di cui si compone la residenza.  E con quello che avanzerà, Ail fa sapere che è nelle intenzioni l'organizzazione di un servizio navetta che porti i pazienti nei centri di ematologia più lontani da via Forlì. 

casa ail roma

Residenza Vanessa, dal '92 oltre 5mila persone ospitate

Anche "Residenza Vanessa" rappresenta una donazione: nel 1992 fu la Banca di Roma a lasciarla ad Ail, con i costi di ristrutturazione iniziali sostenuti grazie ai fondi della Partita del Cuore della Nazionale Cantanti. "Mantenimento, miglioramtno e gestione sono interamente sostenuti dall'associazione - spiega Ail - con la casa e tutti i servizi che restano gratuiti per gli ospiti". Come detto, l'alloggio si compine di 15 stanze, ognuna con due letti e un bagno. Gli ospiti usufruiscono di una cucina, un soggiorno, giardino, lavanderia e un terrazzo per vivere le relazioni sociali con serenità. In quasi 28 anni di esistenza, "Residenza Vanessa" ha ospitato oltre 5.000 tra pazienti e familiari. "L’intento del progetto  - scrive Ail - è quello di migliorare la qualità di vita dei pazienti, soprattutto se pediatrici e di non aggravare il percorso della malattia con i costi di un alloggio per periodi molto lunghi, un lusso che la maggior parte delle persone non può, purtroppo, permettersi".

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