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Morena, il Pd contro le mafie: nella villa confiscata ai Senese una casa famiglia

Il Ministro Orlando accompagnato dai candidati presidenti del Municipio VI e VII ha visitato un appartamento confiscato al clan Senese. Orlando: "La mafia mette in conto il carcere ma non la perdita dei beni. E' sui patrimoni che va attaccata"

Nella foto il Ministro Orlando, Matteo Orfini ed i candidati presidenti del PD Nanni e Vitrotti

Una struttura confiscata alla camorra diventato un centro d’eccellenza. Accade a Torre di Morena dove, da dieci anni, l’appartamento sequestrato alla famiglia Senese, ospita alcuni ragazzi con disabilità. Una struttura emblematica per la guerra alla criminalità organizzata, anche per la capacità di riconversione di un bene. L’appartamento è stato al centro dell’iniziativa “Utilizziamoli per bene”, che ha visto mercoledì pomeriggio la partecipazione del Ministro della Giustizia Andrea Orlando, del Commissario romano Pd Matteo Orfini e dei candidati  Dem alla presidenza del Municipio VI e VII.

LA RISPOSTA DELLE ISTITUZIONI - “Abbiamo chiesto al Ministro Orlando di passare di qui perché questo è  un territorio, parlo di VI e VII Municipio, dove è  particolarmente forte il rischio di infiltrazioni mafiose e la presenza di alcuni clan, a partire dai Casamonica" ha ricordato Orfini. I funerali celebrati a Don Bosco nell'agosto 2015, dimostrarono al mondo intero quanto, questa presenza, fosse radicata nel territorio.  La risposta della piazza, invocata prima dal PD e poi dall'associazionismo locale, arrivò quasi subito. Ma oltre alle manifestazioni, evidentemente servono azioni concrete. Ad esempio puntando sui beni confiscati "uno dei temi antichi della città" ha sottolineato Orfini che è tornato a porre la questione dei "beni confiscati, affinchè possano tornare a disposizione dell''amministrazione per farne dei luoghi come questo o comunque presidi di sicurezza". D'altra parte, come ha ricordato la Candidata all'Assemblea Capitolina Erica Battaglia "Abbiamo tanti buoni esempi sul nostro territorio ed è da questi esempi che dobbiamo ripartire perché Roma sappia mettere a frutto i sequestri dei beni, rafforzando soprattutto il settore delle politiche sociali e dello sviluppo locale".

L'AGGRESSIONE AL PATRIMONIO - Sulla necessità di insistere su questo tipo d'investimento, puntando anche sulle amministrazioni decentrate, si è speso il Ministro Orlando. "C'è un pezzo della riuscita della misura sugli usi sociali dei beni confiscati alle mafie, che passa dalla capacità  degli enti locali di gestirli. È importante che chi sarà  chiamato ad amministrare nel prossimo ciclo sappia gestirli bene. Le dimensioni dei sequestri attuali sono tali che c’è  bisogno di una visione, che una parte del piano regolatore riguardi quei beni e che si integri col privato sociale – ha dichiarato il Ministro Orlando, che poi ha aggiunto - La mafia mette in conto il carcere come rischio d'impresa, ma non mette in conto la perdita dei beni che non ritroverà una volta fuori, un patrimonio senza il quale non potrebbero tenere insieme il loro esercito. Le mafie vanno attaccate e colpite sui soldi, che è quello che davvero interessa loro”.

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