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Lunedì, 17 Giugno 2024
Casal Bruciato Casal Bruciato / Via di Casal Bruciato, 25

Rubinetti a secco e nessuno interviene: il dramma delle 180 famiglie di Casal Bruciato

Case popolari senz'acqua da almeno due giorni

Giorni senz’acqua e con la prospettiva che il problema, ancora una volta, non verrà risolto. Una storia che gli abitanti delle palazzine popolari di via Casal Bruciato 25 e 27, circa 180 nuclei familiari, conoscono bene. Da decenni, ormai, sono infatti costretti a convivere con il freddo l’inverno, a causa dei termosifoni non funzionanti, e senza l’acqua e la corrente elettrica d’estate. Le proteste organizzate dal Comitato popolare Casal Bruciato non si contano più. Ogni volta che i residenti, spesso affiancati dal sindacato Asia Usb, scendono in piazza qualcosa si riesce ad ottenere ma sono solo piccole vittorie temporanee che non risolvono i problemi atavici di quei luoghi.

Case senza acqua

Le prime avvisaglie di un’estate nuovamente all’insegna dei rubinetti asciutti c’erano state a metà luglio. Dopo numerose telefonate qualcuno, alla fine, era intervenuto. Il problema, però, deve essere affrontato in altra maniera. Le palazzine sono alimentate da due pompe dell’acqua: una di queste è rotta mentre l’altra, anche a causa del caldo, non regge “lo sforzo” e si blocca periodicamente. Un vero e proprio incubo, specialmente con un clima torrido come quello registrato nelle ultime settimane. Gli inquilini passano ormai le giornate telefonando all’Ater o al Comune di Roma cercando di far intervenire qualcuno. Del resto, in quei palazzi vivono tanti anziani ed anche dei disabili gravi. L'acqua è mancata praticamente tutta la giornata di mercoledì 26 luglio. Oggi, giovedì 27 luglio, i rubinetti funzionavano ma solo fino a mezzogiorno. 

Incontro con Ater e Comune di Roma

Residenti, attivisti del comitato e rappresentanti sindacali di Asia Usb hanno avuto, di recente, degli incontri con il Comune di Roma e l’Ater, i soggetti che gestiscono le palazzine di proprietà di Enasarco. “Abbiamo assistito al solito scaricabarile – dicono a RomaToday dal Comitato popolare Casal Bruciato – noi paghiamo il canone a Comune di Roma o all’Ater. Quando ci sono questi disservizi loro ci rispondono che la responsabilità è di Enasarco e che dovrebbe svolgere i lavori di manutenzione straordinaria. Il risultato è che non cambia nulla ed i problemi non vengono risolti”.

Disagi storici

Come detto, non è la prima volta che si verificano situazioni del genere, spesso sfociate in clamorose proteste dei residenti. A giugno del 2018 gli inquilini hanno occupato le strade dopo essere rimasti per tre giorni senz’acqua. Un anno e mezzo dopo, a dicembre 2019, gli abitanti hanno protestato nuovamente ma, questa volta, per il freddo: i termosifoni, infatti, erano rotti e gli appartamenti divenuti delle celle frigorifere. Una situazione che si è ripresentata nello stesso periodo del 2021 ed anche lo scorso inverno, a novembre.

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