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Emergenza Pini, Calenda lancia la raccolta fondi: “Intervenire subito, rischiamo di perderli”

Il leader di Azione a Villa Glori ha annunciato l’iniziativa. Calenda: “Sono aggrediti da un parassita, è stato fatto un decreto ma non ci sono i finanziamenti”

E' stata lanciata una raccolta fondi per salvare i pini. Non è la prima, visto che da almeno un anno da Nord a Sud i romani si stanno tassando per salvare gli alberi attaccati dalla cocciniglia tartaruga. Questa però è l’unico crowdfunding, al momento, che veda protagonista un candidato nella corsa al Campidoglio.

I pini di Villa Glori

Carlo Calenda, in un video girato a Villa Glori, ha annunciato il provvedimento. Nell’area verde i residenti hanno contestato il provvedimento del Campidoglio, accusato di poca chiarezza sulle ragioni degli abbattimenti. “Sono stati tagliati senza alcun ragionamento scientifico, solo perché erano inclinati” ha sintetizzato il leader di Azione. Non per la cocciniglia quindi.

Il parassita che attacca gli alberi

Ma il rischio paventato dal candidato al Campidoglio, è che alle ceppaie rimaste a terra a Villa Glori, possano fare presto aggiungersi quelle di tanti altri pini presenti. L’abbattimento infatti “potrebbe avvenire all’80% degli alberi”.Com’è noto la Toumeyella parvicornis, la famigerata cocciniglia tartaruga, sta aggredendo il patrimonio arboreo della città. I pini sono aggrediti da un parassita, noi abbiamo provato a sollevare la questione da sei mesi – ha spiegato Calenda – è stato fatto il decreto ma non sono stati stanziati i soldi”.

Pochi fondi stanziati per i pini romani

Ad oggi per contrastare la cocciniglia, ci sono un milione e duecentomila euro. Ma i pini, nelle aree di competenza comunale, sono quasi 50mila. L’assessora all’Ambiente Laura Fiorini ha già fatto sapere, con un post pubblicato il 10 settembre, che “ad oggi abbiamo trattato oltre 5mila piante”. Sono molte di più quelle che necessitano dalle cure.

I pini come gli ulivi in Puglia

“Da oggi facciamo partire una raccolta fondi per curare in anticipo, per fare una cura che protegga il pino in modo che non venga abbattuto. Se non si interviene rapidamente il rischio è di vedere la stessa cosa accaduta in Puglia con la Xylella” ha rimarcato Calenda che ha però invocato anche l’intervento di Regione, Comune e Stato nella battaglia per preservare l’albero simbolo della Capitale.
 

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