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Vende casa per acquistare farmaci salvavita per la figlia, l'appello disperato: "Un alloggio e un lavoro per sopravvivere"

Lavoro precario e pensione di invalidità non bastano per le spese mediche: così le due donne, entrambe malate, hanno avviato una raccolta fondi e lanciato un appello

La malattia, le cure costosissime impossibili da sostenere con un lavoro modesto e precario: così Anna, madre di Francesca (nomi di fantasia ndr.), entrambe affette da una patologia ereditaria autoimmune, ha dovuto svendere la casa di proprietà per poter garantire alla figlia 22enne, malata da quando ne aveva 8, i farmaci di cui ha bisogno, privandosi anche della sua parte di medicine.

Lavoro precario e pensione di invalidità non bastano

La cura completa per entrambe costa circa 2.000 al mese: troppo per chi nel complesso vive con uno stipendio di 400€ e una pensione di invalidità che non arriva nemmeno a 300. 

Senza lavoro, senza più casa, con uno sfratto sulle spalle e il terrore di dover tornare a vivere in automobile come qualche tempo fa, prima di trovare l'ennesimo alloggio precario: "Un tugurio fatiscente a Roma Nord: umido, malsano e pieno di parassiti. Il posto peggiore per mia figlia che non può assolutamente permettersi alcun tipo di infezione. Purtroppo però - ha raccontato Anna a RomaToday - è tutto quello che al momento possiamo permetterci e per questo ci reputiamo anche fortunate". 

L'appello: "Casa e lavoro per sopravvivere"

Da li l'appello sui social: una casa salubre e un lavoro dignitoso quanto chiedono Anna e Francesca aiutate nella loro impresa da Andrea Guerrini, imprenditore e giornalista che vive tra Perugia e Arezzo, che ha raccolto il grido d'allarme trasformandolo in una campagna di raccolta fondi su gofundme. 

“Hanno lavori saltuari e non riescono più a sostenersi autonomamente per le spese correnti – racconta Andrea - presto dovranno lasciare anche l'appartamento in cui temporaneamente vivono, concesso per alcuni mesi dall'ex compagno dopo ripetute richieste. Rischiano pertanto di finire per strada entro novembre 2018”

Ma non solo. L'appello di Anna e Francesca è ben più ampio: le due donne chiedono che venga loro tesa una mano per "riprendersi la vita". Francesca si è diplomata al Liceo Scientifico e ha frequentato un corso di tatuaggi: "Purtroppo l'università era un impegno che non potevamo affrontare". 

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La mamma: "Pensavo di non sopravvivere"

"Vorrei che qualcuno mi offrisse un lavoro onesto, in regola e dignitoso. Nonostante la malattia e i miei 61 anni sono una donna in forze, con capacità ed esperienza. Sicuramente sono una che non si arrende: non l'ho fatto nemmeno quando pensavo di non sopravvivere. Con mia figlia - prosegue il suo racconto Anna - ce l'abbiamo messa tutta. Questi anni sono stati drammatici, un incubo continuo anche se, nella nostra immensa sfortuna tra malattie e lutti, abbiamo salvato la vita. Ora - dice la mamma - vogliamo solo una possibilità per andare avanti". 

Qui il link di Gofundme

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