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Montesacro, il Consiglio dice sì al registro delle Unioni Civili

Bagarre in Aula e polemiche, passa il documento della maggioranza: "Allargata la sfera dei diritti"

Anche il Roma Montesacro avrà il suo Registro delle Unioni Civili: lo ha deciso il Consiglio di Piazza Sempione che, al termine di una seduta piuttosto accesa, ha dato parere favorevole alla proposta di delibera presentata dal Democratico Yuri Bugli e appoggiata, oltre che da tutto il centrosinistra, anche dal Movimento 5 Stelle.


“Più diritti a disposizione dei cittadini” -  il coro unanime che si è levato dalla maggioranza soddisfatta per l’approvazione.


SFERA DEI DIRITTI ALLARGATA - “Sono due le strade per limitare le discriminazioni e combattere l’omofobia: investire sulla cultura a partire dalle scuole e allargare la sfera dei diritti. Proprio in questo secondo ambito rientra l’importante approvazione di oggi” – ha detto il Presidente del Municipio III, Paolo Marchionne, sottolineando come “ampliare la sfera delle persone che possono godere di diritti non significa limitare chi già poteva goderne come – ha detto il minisindaco - afferma una destra retrograda e ferma al secolo scorso”.


“Tale elenco non interferirà in alcun modo con i registri anagrafici e dello stato civile” – hanno tenuto a precisare Yuri Bugli, presidente della commissione servizi sociali e Riccardo Corbucci, presidente del Consiglio di Piazza Sempione, spiegando come il Registro, “che non contrasta con l'istituto familiare ma costituisce piuttosto un avanzamento dei diritti dei cittadini”, sarà regolamentato nel rispetto del recepimento delle eventuali delibere dell'Assemblea Capitolina sul tema andando incontro alle richieste della cittadinanza e della società.


STIMOLO ALL’ASSEMBLEA CAPITOLINA - “La nuova amministrazione mostra un nuovo approccio sui diritti civili, un tema che riguarda la vita di migliaia di cittadini che giustamente vogliono vedere riconosciuti i propri diritti. Un nuovo impegno portato a termine per dimostrare che Roma è tornata ad essere la Capitale dei diritti, dopo la stagione infelice di Alemanno” – hanno commentato da SeL definendo l’approvazione del Terzo anche come uno stimolo per i consiglieri dell’Assemblea Capitolina chiamati a terminare i lavori che porteranno ad una regolamentazione delle unioni civili per tutta la Città.

Tuttavia nel pomeriggio di Piazza Sempione non sono mancate le polemiche.

NEGATA LA PAROLA AL COMITATO DELLA FAMIGLIA - Il Comitato della Famiglia, contrario all’istituzione del Registro e fermo nel ribadire il proseguimento della battaglia in tutta la Capitale perché “il riconoscimento delle unioni civili non sia l’apripista al riconoscimento legale del matrimonio tra coppie omosessuali, con la successiva possibilità di adozioni da parte di queste ultime”, ha denunciato il comportamento della maggioranza rea di non aver concesso l’intervento ad un loro esponente: “Hanno impedito il confronto pubblico tra i cittadini e l’organo istituzionale che dovrebbe rappresentarli tutti.

Tuttavia – hanno proseguito - durante lo svolgimento della discussione, grazie all'aiuto degli esponenti dell'opposizione, il nostro Comitato ha comunque trovato modi ‘fantasiosi’ per esprimere le proprie legittime preoccupazioni in ordine alla tendenza sempre più in voga, a livello municipale, di avallare decisioni su questioni che esulano le competenze che spettano alle piccole amministrazioni locali”.


REGISTRO INUTILE - “Un Registro inutile e incostituzionale” – ha tuonato Francesco Filini dagli scranni di Fratelli d’Italia. “Una delibera ideologica che ha come unico e conclamato obiettivo di stravolgere il concetto di famiglia tradizionale, così come ribadito anche dalla Costituzione italiana. Non a caso lo strano trio che ha approvato le unioni civili ha respinto gli ordini del giorno del centrodestra che chiedevano di tutelare il primo nucleo della società ribadendo il concetto di famiglia naturale” – ha detto il capogruppo di FdI definendo il M5s la “stampella” del centrosinistra.

Il Registro delle Unioni Civili nel Roma Montesacro, polemiche alle spalle, sarà presto realtà: dal territorio un monito anche ai lavori dell’Assemblea Capitolina affinchè in tutta Roma – come sostenuto dal Sindaco, Ignazio Marino – “Non ci siano diritti speciali per qualcuno, ma gli stessi diritti per tutti”.

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