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Mostacciano: dove stanno i fondi per sistemare i parchi giochi?

L’ex Presidente del Consiglio Municipale Marco Cacciotti, risponde all’attuale Minisindaco in merito alla ristrutturazione del parco giochi di via Mendozza ed ai fondi necessari per sistemare le altre 21 aree promesse

Il parco giochi di via Mendozza, da anni in attesa d’una ristrutturazione, torna ad imporsi alla nostra attenzione. Come abbiamo avuto modo di documentare, grazie ad un’intervista concessaci da Marco Cacciotti, già Presidente del Consiglio Municipale, per la manutenzione straordinaria di quell’area, era stata preparata una scheda tecnica. Valore dell’operazione: 70mila euro, che sarebbero stati chiesti sotto forma di emendamento al Bilancio, a Roma Capitale. A condizione, chiaramente, che fosse d’accordo anche il Presidente del Municipio Andrea Santoro. Santoro che, a sua volta, ci ha recentemente spiegato i motivi della sua mancata firma.

LA REPLICA - Riportiamo oggi la risposta che Cacciotti, più volte menzionato dal Minisindaco, ha deciso di consegnare alla stampa. “Bene –esordisce l’ex Consigliere Pdl - vuol dire che questa discussione, animata e anche polemica, ha attivato finalmente il Presidente Santoro che ora si assume un impegno solenne nei confronti dei cittadini, dopo mesi di segnalazioni, esposti e petizioni, rimaste lettera morta. Ecco il perché della mia denuncia degli scorsi giorni, correttamente e puntualmente riportata da Eur Roma Today, per richiamare il Presidente Santoro alle sue responsabilità di amministratore del Municipio e sono lieto che abbia sortito l’effetto sperato. Se non avessimo raccontato l’accaduto non avremmo suscitato in Santoro l’esigenza di replicare”.

IL FINE DELLA RICHIESTA - “Il nostro obiettivo era semplicemente quello di chiedere, nel Bilancio comunale, lo stanziamento di risorse per alcuni interventi, tra cui il parco di Via Mendozza e quello di Via Aldo della Rocca a Tre Pini. L’importo non è stato chiesto, né dal sottoscritto né dalla Consigliera Belviso – sottolinea Cacciotti - ma valutato dagli uffici del Municipio secondo procedure vigenti da anni e disciplinate dal codice degli appalti pubblici che evidentemente Santoro ignora”.

IL PREVENTIVO NON FIRMATO - Entrando poi nel merito della recente intervista rilasciataci, Cacciotti obietta: “Perché avremmo dovuto chiamarlo? Non c’era alcun motivo, non abbiamo agito di nascosto, ma alla luce del sole, visto che le schede tecniche sono redatte dagli uffici del Municipio di cui Santoro è Presidente.  Piuttosto lui avrebbe dovuto giustificare la mancata firma, tra l’altro un semplice visto,  di atti predisposti e redatti dai suoi stessi uffici, quegli uffici con cui quotidianamente è chiamato, per il suo ruolo a confrontarsi. Ed è lui stesso, soltanto ora, ad ammettere di aver scelto volutamente di non firmare un atto, che ribadisco i suoi stessi uffici hanno scritto e firmato, dichiarandosi, quindi, responsabile di un comportamento arbitrario, mai accaduto negli anni passati – sottolinea Cacciotti -  che non solo ha impedito ad un Consigliere Comunale, Sveva Belviso, il legittimo esercizio di una prerogativa istituzionale,  ma che soprattutto ha leso gli interessi dei cittadini che lui stesso rappresenta. Ed inoltre  se lo avessimo chiamato allora avrebbe firmato?”

LE RISORSE PER I PARCHI - “Ora però, a parte le polemiche, che in questo caso hanno prodotto  un impegno solenne, quello che conta è che non resti lettera morta, perché, grazie alla preziosa attività di informazione di Eur Roma Today, a tornare in mente è un altro impegno preso dal Presidente Santoro. Eravamo in piena campagna elettorale, quando promise che avrebbe destinato, mensilmente, ai parchi del municipio il 10% del suo stipendio. Saranno queste le risorse per i parchi? Da quanto lo stesso Presidente afferma per i parchi saranno impiegate altre risorse pubbliche”.

LA DELIBERA SUI MERCATINI - “Le risorse di cui parla il Presidente,  pari a 64 mila euro, derivano da una precisa scelta politica della precedente amministrazione municipale. Fummo noi, e lo voglio rivendicare con forza, a volere che gli operatori privati, che organizzano i mercati domenicali, versassero un contributo al Municipio per interventi sul territorio e fummo sempre noi a stabilire che sarebbe stato il Consiglio in modo quindi assolutamente trasparente a stabilire la destinazione di quelle risorse e non certo l’allora Consigliere Santoro che, infatti, votò contro quella delibera. Tra l’altro fummo sempre noi, è bene ricordarlo, a modificare l’originaria delibera sui mercatini domenicali, risalente al 2008, quando Santoro era Assessore della giunta di centro sinistra, che non prevedeva questo contributo. Bene – rivendica Cacciotti - vuol dire che quella scelta politica, allora non condivisa dall’attuale Presidente, era giusta”.

IL BANDO SUI MERCATINI - “Il Bando in questione, come ricorda il Presidente era per il biennio 2012/2014, ma  fu aggiudicato solo a fine 2012, quindi a pochi mesi dalle elezioni e non si fece materialmente in tempo a predisporre la delibera per destinare i fondi  - spiega Cacciotti - anche perché, trattandosi di una nuova procedura, che il Municipio non aveva mai attuato in precedenza, gli uffici dovettero svolgere degli accertamenti sull’ iter da seguire con la Ragioniera comunale, ma facendo sottoscrivere ovviamente, alle società vincitrici,  l’impegno a versare i fondi.  Quindi qual è la scoperta? Che vuole insinuare Santoro?  Qui di sorprendente c’è solo la constatazione che la nuova Giunta, insediatasi da Giugno, ancora non ha concluso questa procedura.   Non mancherò di vigilare su questo impegno del Presidente e sulla riqualificazione dei 22 parchi annunciata e spero che queste risorse siano  sufficienti per il loro rifacimento, anche se nutro dei dubbi oggettivi – osserva l’ex Presidente del Consiglio Municipale -  Dubito infatti che per il parco di Via Mendozza possano essere sufficienti 4.500 euro per il suo rifacimento. Quindi, per fugarli, invito il Presidente a rendere pubbliche le relative valutazioni economiche, che, lo ricordo, sono gli uffici tecnici a predisporre sulla base di tariffe ufficiali e pubbliche e non certo dagli organi politici.

LO SCIVOLONE - “Concludo sull’ epiteto ‘portaborse’ che il Presidente, così 'gentilmente', ha voluto attribuirmi. Negli ultimi cinque anni sono stato Presidente del Consiglio municipale e ho maturato profondo rispetto per le Istituzioni democratiche e per i ruoli ricoperti da ciascuno. Quindi, dal Presidente del Municipio, non me lo aspettavo questo scivolone, è una questione di stile – conclude Cacciotti – Peccato”.

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