Zone a luci rosse, altolà del Prefetto: "Si configura reato di favoreggiamento della prostituzione"

La fuga in avanti di Andrea Santoro con l'indicazione della data di avvio delle zone a luci rosse all'Eur continua a provocare polemiche. Dal Prefetto, all'Osservatore romano, fino alla stessa maggioranza Pd, è una stroncatura su quasi tutta la linea

La fuga in avanti di Andrea Santoro con l'indicazione della data di avvio delle zone a luci rosse all'Eur continua a provocare polemiche. Dal Prefetto, all'Osservatore romano, fino alla stessa maggioranza Pd, è una stroncatura su quasi tutta la linea.

Le parole più secche sono quelle del Prefetto di Roma Pecoraro che in Campidoglio non usa giri di parole per dire che "le zone rosse all'Eur per la prostituzione non si possono fare. Significherebbe, semplicemente, ammettere la prostituzione. Ammettere le zone rosse significherebbe dunque che la prostituzione è lecita e, quindi, chi utilizza la donna per la prostituzione non sarebbe passibile di sanzioni. Ma non è così -ha detto ancora il prefetto di Roma- perchè la legge Merlin è ancora in vigore e quindi il cliente o lo sfruttatore sarebbe comunque punito". "Nel momento in cui si indicano delle zone per la prostituzione si configura il reato di favoreggiamento".

La legge stronca Santoro. La Chiesa pure. Dopo l'Avvenire è la volta dell'Osservatore Romano sparare cannonate contro il provvedimento del minisindaco dell'Eur: "Indigna la decisione di istituire aree a 'luci rosse' nel quartiere Eur di Roma", si legge in un editoriale a firma di suor Eugenia Bonetti. "Quanta ipocrisia e disonesta' anche nelle nostre società". L'articolo denuncia l'esistenza di "vaste zone grigie o addirittura complicita' all'interno delle nostre società, dove la tratta e lo sfruttamento non sono adeguatamente contrastate o perseguite". E aggiunge che "quelle che dovrebbero essere organizzazioni di aiuto e sostegno alle vittime diventano parte di un meccanismo di corruzione e, in forme diverse, di sfruttamento, come raccontano le cronache degli ultimi tempi". Questo avviene, conclude l'Osservatore, mentre "alcuni gruppi politici gridano di chiudere le frontiere e di respingere gli immigrati che chiedono aiuto, dall'altro lato abbiamo chi specula su queste persone per ottenere enormi guadagni".

Santoro dal canto suo prova a difendere il provvedimento, sottolineando come oltre allo zoning ci sia anche altro: "Siamo in un momento in cui possiamo davvero cambiare le cose. Possiamo essere quelli che riescono a dire basta alla tratta di vite umane. Siamo stati eletti per fare le cose, non per dirle. Perche' il piu' grande regalo che possiamo fare al racket di 'Mafia Capitale' che gestisce la prostituzione sul territorio è lasciare tutto così com'è"

Il Pd però nei suoi confronti è assai freddo e non esprime una posizione ufficiale. Orfini, commissario del Pd Roma, ha convocato Santoro per mercoledì e solo al termine della direzione verrà fuori una decisione. Alcuni consiglieri però non si sottraggono alle critiche. "Non credo che l'istituzione tout court di alcune zone a luci rosse possa risolvere la questione della prostituzione, anzi, potrebbe far addirittura apparire legittimo un fenomeno che va contrastato" dice la vice capogruppo dem in Campidoglio Giulia Tempesta. No allo 'zoning' anche da Daniela Tiburzi, che chiede al sindaco Marino di istituire una commissione capitolina speciale per studiare le soluzioni al fenomeno della prostituzione. Magari "coinvolgendo direttamente le prostitute - dice -, le associazioni che operano nel mondo dell'emarginazione e della povertà e le forze dell'ordine". "Molti esponenti del Pd hanno già aderito all'appello dell'Associazione Rising-Pari in genere - dice il suo collega Gianni Paris -, ed oggi sono ancora più fermi nel dire no".


 

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